Paquetta fuori porta, allarme allergie: occhio ai pollini

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il cesto di Pasqua, tra cioccolato e colombe, nasconde quest’anno un insospettabile nemico per quasi dieci milioni di italiani, quelli che cioè convivono con una sensibilizzazione respiratoria agli aeroallergeni. Le festività, con la tradizionale gita di Paquetta, cadono proprio in coincidenza del picco della stagione pollinica, un’impennata resa ancor più violenta da una fioritura anticipata e, particolare non trascurabile, simultanea di diverse specie vegetali. Per chi soffre di rinite stagionale, il quadro clinico prevede un’escalation di starnuti a grappolo, rinorrea acquosa, quella sensazione di naso chiuso che non passa, e occhi arrossati fino a diventare lacrimanti. Nei casi più seri, si scivola verso crisi di asma bronchiale vere e proprie, un rischio che gli specialisti non sottovalutano. “Per circa tre italiani su dieci si avvicina il periodo più critico dell’anno”, ha ricordato Stefano Del Giacco, ordinario di Medicina Interna all’Università di Cagliari, nel corso degli ultimi aggiornamenti clinici.

Dietro starnuti e prurito, una risposta immunitaria fuori controllo

Quella che ai più sembra una semplice allergia “di stagione” è in realtà una reazione ipersensibile a pollini di alberi, erbe e fiori, un meccanismo che i medici definiscono di ipersensibilità di tipo I. Non c’è nulla di banale, spiegano gli allergologi, nel ripetersi di quella cascata infiammatoria che trasforma una gita all’aria aperta in un calvario di fazzoletti e colliri. Il prurito nasale, associato spesso a una congiuntivite allergica resistente alle lacrime artificiali, nasconde una risposta immunitaria ben precisa: i mastociti rilasciano istamina, e i vasi sanguigni della mucosa si dilatano senza controllo. A ricordarlo sono stati i professionisti riuniti al congresso “Libero Respiro” tenutosi a Vietri sul Mare (Salerno), dove pneumologi e allergologi hanno fatto il punto su come queste patologie condizionino la vita quotidiana fuori e dentro le mura domestiche.

Occhi rossi e lacrimazione, l’allarme dell’oculista

C’è poi un capitolo a parte, quello delle allergie oculari, che molti sottovalutano ricorrendo a rimedi fai-da-te. L’aria di primavera, carica di pollini, colpisce la congiuntiva con una frequenza ormai diffusissima: oltre il 20 percento delle persone ne fa esperienza ogni anno, e il dato è in crescita. Lo ha spiegato il dottor Domenico Schiano, oculista e ricercatore all’università UniCamillus e presso la fondazione Bietti, il quale ha sottolineato come sia cambiata persino la modalità di presentazione della malattia. Un tempo si credeva che queste allergie iniziassero solo nell’infanzia per poi attenuarsi con la mezza età; oggi invece si manifestano anche in età adulta, a volte in forme più subdole e persistenti. Il consiglio degli specialisti è chiaro: mai strofinarsi gli occhi, perché si rischia di peggiorare il rilascio di istamina, e assolutamente vietato l’uso di colliri a base di cortisone senza prescrizione medica. Stesso discorso per le lenti a contatto, da evitare durante le crisi acute perché intrappolano gli allergeni sotto la lente.

Pasquetta e gite all’aperto, i dieci milioni di italiani a rischio

Dieci milioni di allergici, questo il numero che circola tra gli specialisti, si apprestano dunque ad affrontare le vacanze pasquali con un disagio che non è solo fisico ma anche pratico: la gita di Paquetta, simbolo di libertà e pranzo al sacco, diventa per loro un percorso a ostacoli tra pollini di betulla, olivo e graminacee. Non si tratta solo di starnuti isolati, ma di vere e proprie sindromi che intaccano la qualità del sonno, la concentrazione e persino la performance lavorativa nei giorni successivi. Gli allergologi intervistati nel corso del congresso hanno ribadito l’importanza di una diagnosi precisa e di una terapia di prevenzione, senza la quale il contatto con l’erba o con i fiori di campo può scatenare reazioni anche violente. La primavera, insomma, per milioni di italiani non è solo rinascita, ma anche il conto salato da pagare per una risposta immunitaria che si è fatta ipersensibile.

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