Shock anafilattico per Aldo Montano, la rabbia del campione: “Avevo avvisato, ho rischiato di morire”
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Redazione Sport
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Una cena che poteva trasformarsi in una tragedia, l'ennesima corsa contro il tempo per Aldo Montano, finito in ospedale a Roma in codice rosso a causa di uno shock anafilattico provocato dall'ingestione di caseina. L'ex schermidore, oro olimpico nella sciabola ad Atene 2004, ha raccontato quei minuti di terrore sui social, pubblicando una foto dal letto d'ospedale con la maschera per l'ossigeno, e denunciando la superficialità con cui ancora oggi, nel 2026, vengono gestite le allergie alimentari nei ristoranti.
Un'allergia potenzialmente mortale, la rabbia dopo l'ennesimo episodio
"Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo", ha scritto Montano, che è allergico alla caseina, la principale proteina del latte. "Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un'intolleranza. È un'allergia potenzialmente mortale", ha ribadito, sottolineando come durante la cena in un ristorante della Capitale avesse avvisato chiaramente il personale della sua condizione, salvo poi ritrovarsi a lottare per la vita.
La reazione, iniziata con il gonfiore della lingua e una crescente difficoltà respiratoria, lo ha costretto a una corsa disperata in scooter verso il pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito, dove i sanitari lo hanno salvato somministrandogli adrenalina.
Il ruolo dell'adrenalina e la battaglia per la consapevolezza
Come ricordato dagli esperti, in casi di shock anafilattico come quello che ha colpito Montano, l'unica terapia veramente salvavita è l'adrenalina. L'episodio che ha visto protagonista il campione olimpico non è purtroppo isolato e riporta alla mente il tragico destino di Sofia Di Vico, la 15enne di Maddaloni morta poche settimane fa a Ostia a seguito di una reazione allergica alle proteine del latte, nonostante anche in quel caso il ristorante fosse stato avvisato.
A rendere più amaro l'accaduto per Montano è il fatto di aver chiesto due volte conferma che il suo piatto di fettuccine non contenesse formaggio, ricevendo rassicurazioni poi rivelatesi fatali.
"Questa volta sono riuscito ad arrivare in tempo. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro", ha dichiarato l'ex sciabolatore, che ha lanciato un appello affinché le allergie alimentari vengano trattate con la massima serietà, chiedendo una formazione più approfondita per ristoratori, camerieri e cuochi, superando quella che lui definisce una inaccettabile sottovalutazione del rischio.
Caseina: un nemico invisibile e termostabile
La caseina, la proteina che ha scatenato la reazione in Montano, è un allergene particolarmente insidioso. Come spiega la dottoressa Antonella Muraro, responsabile del Centro veneto per le allergie alimentari, si tratta di una proteina termostabile: "Non si degrada al calore, ad esempio con la bollitura, e nemmeno con la digestione", il che significa che può rimanere attiva anche in cibi cotti o preparati con derivati del latte, e può nascondersi in numerosi alimenti, dai formaggi allo yogurt, fino a salse, insaccati e piatti pronti.




