Ritrovato un cadavere nell’Arno a Santa Croce, indagini dei carabinieri per l’identificazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La scoperta, avvenuta intorno alle dieci e dieci di sabato 7 marzo, ha sconvolto la quiete mattutina del comune di Santa Croce sull’Arno, nel Pisano, dove un passante diretto chissà dove ha notato qualcosa di insolito sulla sponda del fiume, qualcosa che alla luce del giorno si è rivelato essere il Corpo senza vita di un uomo, arenato nei pressi del ponte della strada provinciale 44; l’allarme, lanciato immediatamente, ha fatto scattare i protocolli di soccorso, portando sul posto una squadra dei vigili del fuoco di Pisa per le operazioni di recupero della salma, operazioni delicate data la posizione e lo stato in cui versava il corpo.

I vigili del fuoco, una volta messo in sicurezza il tratto di fiume e recuperato il cadavere, hanno potuto constatare che l’uomo, la cui età è stata stimata intorno ai cinquant’anni, si trovava in avanzato stato di decomposizione, un dato che lascia presupporre che la morte risalga a diversi giorni fa e che il abbia percorso un lungo tratto del fiume prima di arenarsi in quel punto della riva, sollevando interrogativi sulla dinamica e sul luogo esatto in cui la persona potrebbe essere finita in acqua.

Il sopralluogo dei carabinieri per i rilievi del caso

Dopo il recupero, la scena è stata affidata ai carabinieri della compagnia di Santa Croce sull’Arno, che hanno eseguito i rilievi di competenza, concentrandosi sulla documentazione del luogo del ritrovamento e sulle prime verifiche volte a raccogliere eventuali indizi utili, sebbene la decomposizione avanzata complici non poco il lavoro degli investigatori, chiamati a rispondere a due domande cruciali: chi fosse quell’uomo e cosa abbia causato il suo decesso.

Gli inquirenti, pur mantenendo un comprensibile riserbo nelle fasi iniziali delle indagini, non escludono alcuna pista, sebbene le prime ipotesi, quelle che emergono in casi analoghi, possano spaziare dal gesto volontario a un tragico incidente, ma saranno solo gli accertamenti tecnici, fra cui probabilmente l’autopsia già preannunciata dalla Procura, a poter fornire risposte certe sulle cause della morte, chiarendo se si sia trattato di annegamento o se vi siano segni riconducibili ad altre cause.

Un passante fondamentale per la scoperta del

Fondamentale, come spesso accade in questi casi, si è rivelata la prontezza di quel passante, la cui segnalazione tempestiva ha permesso il recupero del, evitando che la corrente lo trascinasse nuovamente via o che agenti atmosferici e animali potessero deteriorare ulteriormente ciò che resta, rendendo ancora più complesso il processo di identificazione della vittima, un processo che ora si concentra sull’esame degli oggetti personali eventualmente rinvenuti addosso all’uomo e sul confronto con le denunce di scomparsa presentate nei giorni scorsi non solo in Toscana, ma anche nelle regioni limitrofe.

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