Ranieri e la nazionale: il sì è nell’aria, ma la partita è ancora aperta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Claudio Ranieri, con quella risata contagiosa e gli occhi che si trasformano in fessure quando sorride, non ha mai smesso di essere un uomo senza peli sulla lingua. Tre anni fa, sul palco del Festival di Trento, aveva già dimostrato di saper raccontare la sua carriera – fatta di successi e di uno stile inconfondibile – senza retorica, come se quella storia non fosse affatto finita. E oggi, mentre l’Italia naviga in acque turbolente dopo l’esonero di Spalletti, il suo nome torna prepotentemente alla ribalta.

I dialoghi tra il presidente federale Gravina e Ranieri, stando a quanto trapela, sono stati fitti e insistenti. Un colloquio telefonico durato almeno un’ora, durante il quale Gravina avrebbe alzato progressivamente la pressione, spingendo perché il tecnico romano accettasse l’incarico. Non è un caso che, nonostante le voci di un rifiuto circolate nelle ultime ore, la porta resti più che aperta. La Fiorentina, dal canto suo, aspetta: perché Ranieri, in teoria, potrebbe anche ricoprire un doppio ruolo, almeno fino al Mondiale.

Intanto, però, la nazionale si ritrova in una situazione imbarazzante. Quella di Spalletti, esonerato alla vigilia della partita contro la Moldova, è una pagina che difficilmente verrà ricordata con orgoglio. Mai, in 888 incontri, era accaduto che un ct venisse sollevato dall’incarico poco prima di una gara. E il fatto che sia stato lo stesso allenatore a rivelare pubblicamente la notizia, quasi con amara ironia, non fa che accentuare il clima surreale.

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