Esplosione in via dei Gordiani, i dati Arpa confermano la presenza di diossina nell’aria

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’incendio scoppiato venerdì 4 luglio a Roma, in via dei Gordiani, dopo l’esplosione di un deposito di gpl annesso a una stazione di servizio, ha rilasciato nell’aria diossina, come attestano i primi risultati del monitoraggio condotto dall’Arpa Lazio. Le analisi, seppur preliminari, rilevano una concentrazione di diossine-TEQ pari a 1 pg/m3, un dato che, se confrontato con i parametri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, supera di dieci volte i valori medi riscontrati in ambito urbano. «Non esiste un limite normativo specifico per queste sostanze nell’aria», precisa l’agenzia regionale, ma la soglia di allerta, seppur non codificata, è stata ampiamente oltrepassata.

L’episodio, che ha provocato feriti tra i soccorritori, ha visto protagonisti due poliziotti, Francesco D’Onofrio e Marco Neri, ricoverati all’Umberto I dopo essere rimasti coinvolti nell’esplosione mentre portavano in salvo gli ultimi dispersi. «Avevamo appena evacuato le persone ancora bloccate nel fumo», hanno raccontato, «quando il boato ci ha travolti». Le fiamme, alimentate dalla fuoriuscita di gas, sono state domate solo dopo ore di intervento, mentre la nube tossica si alzava sui quartieri orientali della capitale.

L’Arpa ha sottolineato come il rapido intervento dei vigili del fuoco abbia evitato conseguenze peggiori, contenendo la diffusione di sostanze pericolose. Tuttavia, la diossina, nota per la sua persistenza ambientale e i potenziali effetti sulla salute, rimane un fattore di preoccupazione. Le autorità, intanto, hanno già ascoltato il gestore dell’impianto, nell’ambito delle indagini volte a ricostruire le cause dell’incidente. Le verifiche tecniche e giudiziarie proseguono, mentre i residenti attendono ulteriori aggiornamenti sui rischi legati all’inquinamento atmosferico.

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