Elezioni midterm Usa, Trump rischia il contraccolpo in Congresso
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Redazione Esteri
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Il 3 novembre gli Stati Uniti voteranno per le elezioni midterm Usa, con il rinnovo di tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti e di 35 dei 100 seggi del Senato. La presidenza di Donald Trump non sarà direttamente in gioco, ma il risultato potrebbe modificare gli equilibri del Congresso e incidere sulla capacità della Casa Bianca di portare avanti la propria agenda legislativa. Le più recenti rilevazioni indicano una situazione favorevole ai Democratici, che puntano a recuperare il controllo delle due Camere.
Il vantaggio democratico nei sondaggi
Il quadro registrato nelle ultime settimane segnala una difficoltà crescente per il Partito repubblicano. Un sondaggio del Pew Research Center condotto tra il 28 settembre e il 4 ottobre su 5.062 adulti mostra che il 55% degli americani ritiene probabile una maggioranza democratica alla Camera, mentre il 40% assegna ai Repubblicani la possibilità di conservare il controllo. Sul Senato il margine è molto più ristretto: il 48% prevede una maggioranza repubblicana contro il 46% che immagina il passaggio ai Democratici. Le aspettative degli elettori, dunque, non indicano lo stesso livello di certezza per le due Camere.
Anche il consenso personale del presidente rappresenta un elemento sfavorevole al partito che lo sostiene. Nella stessa rilevazione Pew, l'approvazione di Trump è scesa al 30%, il livello più basso registrato durante il suo secondo mandato, mentre il 63% degli elettori registrati considera il presidente un fattore nella scelta del candidato al Congresso. Il 44% afferma che il proprio voto rappresenterà soprattutto una posizione contro Trump, mentre il 19% lo considera un voto a suo favore. Un altro sondaggio nazionale di Financial Times e Focaldata, realizzato dal 2 al 4 ottobre su 2.275 elettori registrati, ha rilevato un consenso del 34% sul presidente e una forte insoddisfazione per la gestione dell'economia e dell'inflazione.
Perché il voto può cambiare l'agenda della Casa Bianca
La conquista di una Camera da parte dei Democratici avrebbe conseguenze immediate sul funzionamento del Congresso. Alla Camera la maggioranza consente di stabilire l'agenda legislativa e di determinare la guida delle commissioni, strumenti che possono rallentare o bloccare una parte delle iniziative dell'amministrazione. Al contrario, il mantenimento del controllo repubblicano permetterebbe alla Casa Bianca di operare con un margine parlamentare molto più favorevole. Il passaggio di entrambe le Camere all'opposizione renderebbe invece molto più difficile trasformare le priorità presidenziali in nuove leggi.
La situazione non dipende soltanto dal consenso nazionale, perché la composizione del Senato rende la sfida particolarmente complessa. Per ottenere la maggioranza nella camera alta, i Democratici devono conquistare almeno quattro seggi e contemporaneamente difendere quelli già in loro possesso. Alcune delle competizioni più combattute si svolgono in Stati nei quali Trump aveva ottenuto risultati importanti alle presidenziali del 2024, rendendo meno automatico il passaggio dell'elettorato verso l'opposizione. Alla Camera, invece, la distanza necessaria per cambiare maggioranza è più contenuta e gli analisti considerano più concreta la possibilità di una svolta democratica.
Il fattore Trump e la mobilitazione degli elettori
La campagna elettorale viene condizionata anche dalle preoccupazioni economiche, dal costo della vita e dal giudizio sulla guerra con l'Iran. Il sondaggio Pew segnala che gli elettori che sostengono i candidati democratici sono oggi più coinvolti nella competizione rispetto ai sostenitori repubblicani: il 78% considera davvero importante quale partito controllerà il Congresso, contro il 69% tra gli elettori schierati con i candidati del Partito repubblicano. La differenza è ancora maggiore sulla motivazione personale: il 63% degli elettori democratici si dichiara estremamente motivato a votare, contro il 46% di quelli repubblicani.
Il vantaggio nei sondaggi, tuttavia, non equivale a una vittoria già acquisita. Le precedenti elezioni hanno mostrato quanto le rilevazioni possano sottostimare il consenso repubblicano, mentre la forte polarizzazione politica e la distribuzione dei collegi riducono il numero delle sfide realmente contendibili. Un'analisi Reuters del 12 ottobre ha individuato anche altri ostacoli per i Democratici, tra cui il rischio di una partecipazione più bassa tra giovani, elettori neri e ispanici, oltre al vantaggio finanziario repubblicano nelle campagne per il Senato. La capacità di trasformare il vantaggio nei sondaggi in voti effettivi sarà perciò determinante.
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