Elisa dopo la separazione da Rigonat: «Sono sola, ho il cuore spezzato»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Elisa Toffoli racconta il dolore per la separazione dal marito Andrea Rigonat attraverso il trailer del documentario Kintsugi… e sono la mia opera, nel quale affronta apertamente la solitudine e la fine di una lunga relazione sentimentale. «Sono sola. Avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che ha quasi a che fare con la tenerezza», confessa la cantautrice, 48 anni, nelle prime immagini del mediometraggio diretto da Ludovico Boccianti. Parole che accompagnano un percorso personale e artistico di trasformazione, raccontato attraverso la musica, la danza e riflessioni intime.
La fine del matrimonio e le parole della cantante
La separazione arriva dopo 18 anni di relazione, durante i quali la coppia ha condiviso anche un lungo sodalizio professionale. Il chitarrista e produttore musicale ha accompagnato l'artista nei concerti e nella realizzazione dei suoi progetti discografici. Il legame sentimentale era nato nel 2008, mentre il matrimonio era stato celebrato nel 2015 a Grado, in provincia di Gorizia. Dalla loro unione sono nati due figli, Emma Cecile nel 2009 e Sebastian nel 2013. Le prime indiscrezioni sulla rottura erano state pubblicate dal settimanale Chi alla fine di settembre, descrivendo una separazione già conosciuta dalle persone più vicine alla coppia.
All'inizio di ottobre, dopo la diffusione della notizia, la cantante aveva affidato a Instagram un messaggio rivolto a chi le aveva manifestato vicinanza. «In questi giorni ho ricevuto tanti messaggi bellissimi. Grazie per la vostra delicatezza e per il vostro affetto. Sapete chi siete. E io vi porto nel mio cuore», aveva scritto, senza menzionare direttamente l'ex marito. Nel filmato diffuso successivamente, invece, la riflessione diventa più personale. «Questo posto dove sono ora mi ha scrutato dentro, mi ha messa davanti a una verità emersa lentamente tra il moto ondoso», racconta l'artista, descrivendo una presa di coscienza maturata giorno dopo giorno.
Il documentario Kintsugi racconta dolore, musica e rinascita
Il nuovo lavoro cinematografico nasce durante la registrazione dell'album Kintsugi e ne sviluppa visivamente i contenuti emotivi. Non si tratta di un tradizionale racconto del lavoro in studio: Elisa è protagonista e voce narrante di un percorso che alterna ambientazioni reali, spazi teatrali e dimensioni oniriche. Le canzoni diventano il punto di partenza per monologhi, ricordi e confessioni che affrontano la paura, la perdita e il desiderio di ricominciare. La danza assume un ruolo particolare nel racconto, offrendo alla musicista un'altra forma di espressione. «Ho finalmente trovato il coraggio di ballare senza più chiudermi dietro a una porta», ha spiegato presentando il progetto.
Il titolo richiama il kintsugi, l'antica tecnica giapponese utilizzata per riparare gli oggetti di ceramica rotti, valorizzando le fratture con l'oro anziché nasconderle. Questa immagine attraversa il racconto cinematografico e il disco, collegando le ferite personali al processo creativo. Nel trailer la cantautrice descrive anche il proprio rapporto con il pianto, parlando di lacrime accolte senza tentare di trattenerle. La riflessione si sposta poi sull'anima, che definisce capace di ribellarsi e di generare amore e arte. Un passaggio conduce alla dichiarazione «Sono in uno stato totalmente rivoluzionario che è il mio cuore», seguita dalle parole «Sono libera e liberata e sono la mia opera».
La presentazione alla Festa del Cinema di Roma e l'uscita nelle sale
Il mediometraggio sarà presentato il 23 ottobre 2026 alla ventunesima Festa del Cinema di Roma, nella sezione Special Screenings. La proiezione è prevista alle 18.30 al Teatro Olimpico Acea, con la presenza della protagonista e del regista per accompagnare l'anteprima. L'opera, della durata di circa 44 minuti, sarà successivamente distribuita nelle sale italiane a partire dal 26 novembre, in concomitanza con il nuovo progetto discografico. La pubblicazione dell'album è fissata per il giorno successivo, il 27 novembre, attraverso Island Records e Universal Music Italia.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
