Elisa si racconta dopo la separazione da Rigonat: «Sono sola, il cuore spezzato fa quasi tenerezza»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   «Sono sola». Silenzio. Due parole che aprono un mondo interiore. Elisa Toffoli sceglie di raccontare la propria fragilità senza filtri nel mediometraggio Kintsugi… e sono la mia opera, diretto da Ludovico Boccianti, nel quale la cantautrice mette a nudo il percorso di trasformazione personale e artistica che ha accompagnato la fine del matrimonio con Andrea Rigonat.

Il film, della durata di 44 minuti, nasce in parallelo alla lavorazione del nuovo album Kintsugi e ne rappresenta un’estensione visiva ed emotiva.

Elisa è protagonista e voce narrante di un viaggio introspettivo che alterna realtà e dimensione onirica, dove ogni canzone diventa una soglia da attraversare.

La conferma della fine del matrimonio

La separazione da Andrea Rigonat, chitarrista e produttore che ha affiancato Elisa per quasi due decenni, era stata anticipata dal settimanale Chi e poi confermata attraverso le parole della cantante nel trailer del documentario. «Giorno dopo giorno sono sola», dice Elisa davanti alla macchina da presa, aggiungendo: «Avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che ha quasi a che fare con la tenerezza».

La coppia, che ha condiviso anche un lungo sodalizio artistico, si era sposata nel 2015 nella basilica di Sant’Eufemia a Grado, in provincia di Gorizia. Dal loro rapporto sono nati due figli, Emma Cecile e Sebastian.

Il significato del kintsugi

Il titolo del progetto richiama l’antica arte giapponese che ripara gli oggetti in ceramica valorizzandone le fratture con l’oro. Una metafora che Elisa applica alla propria esperienza: le ferite non vengono cancellate, ma accolte e trasformate in parte di una nuova consapevolezza. «Ho attraversato e trasformato un dolore per ritrovare me stessa e il coraggio di vivere la vita che voglio», spiega la cantautrice.

«Kintsugi vuol dire andare avanti ma portando con me anche tutto quello che mi ha fatto male, quasi fino a distruggermi e andare in mille pezzi, perché da tutte quelle crepe, è da lì che esce la mia luce».

La danza e il coraggio di mostrarsi

Nel mediometraggio un ruolo centrale è affidato alla danza, passione coltivata da sempre dall’artista e che in questa occasione assume un significato particolare. Elisa ha raccontato di aver trovato «finalmente il coraggio di ballare senza più chiudermi dietro a una porta», lasciando che il movimento diventi una forma di espressione libera e personale.

Monologhi, ricordi e confessioni restituiscono i pensieri e le emozioni che hanno accompagnato la scrittura dei brani, mentre spazi teatrali e paesaggi interiori costruiscono un racconto nel quale la dimensione reale si alterna a quella onirica.

L’anteprima alla Festa del Cinema di Roma

La presentazione ufficiale è fissata per venerdì 23 ottobre alle 18.30 al Teatro Olimpico Acea, nell’ambito della sezione Special Screenings della 21ª Festa del Cinema di Roma. Elisa accompagnerà la proiezione insieme al regista Ludovico Boccianti. Il film arriverà poi nelle sale cinematografiche italiane a fine novembre, in concomitanza con l’uscita dell’album Kintsugi, prevista per il 27 novembre.

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