Elisa presenta “Kintsugi… e sono la mia opera”: il film che racconta la fine del matrimonio e la rinascita

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Elisa si mette a nudo davanti alla macchina da presa e lo fa con un lavoro che lei stessa ha definito tra i più radicali e sinceri della sua carriera. Si intitola “Kintsugi… e sono la mia opera” il mediometraggio diretto da Ludovico Boccianti che sarà presentato venerdì 23 ottobre alle 18.30 al Teatro Olimpico Acea, nell’ambito della sezione Special Screenings della 21esima Festa del Cinema di Roma.

Non un semplice documentario musicale, ma un racconto di meno di un’ora che nasce dall’esigenza di fissare gli stati d’animo attraversati in una fase di svolta, vissuta, come ha precisato la cantautrice, più da persona che da artista.

Un progetto che intreccia disco e cinema

Il film è un’estensione visiva ed emotiva di “Kintsugi”, il nuovo album di inediti in uscita il 27 novembre per Island Records/Universal Music Italia. Nato durante la lavorazione del disco, il mediometraggio ne raccoglie e amplifica le suggestioni, trasformando in immagini, musica, danza e parole le emozioni che hanno accompagnato la nascita delle nuove canzoni.

Protagonista e voce narrante, Elisa conduce lo spettatore in un viaggio introspettivo tra realtà e dimensione onirica, dove spazi teatrali e paesaggi interiori si alternano in un racconto nel quale ogni brano diventa una soglia da attraversare.

Il significato del kintsugi e il coraggio di ballare

Al centro del progetto c’è il significato del kintsugi, l’antica arte giapponese che ripara gli oggetti in ceramica valorizzandone le fratture con l’oro. Una metafora che attraversa tanto il disco quanto il film: le ferite non vengono cancellate, ma accolte e trasformate, diventando parte di una nuova consapevolezza. Nel mediometraggio Elisa legge ad alta voce i propri pensieri, compresi quelli più intimi e scomodi, e per la prima volta mostra la danza senza barriere.

“Ho finalmente trovato il coraggio di ballare senza più chiudermi dietro a una porta”, ha confidato. La danza, passione coltivata da sempre, diventa così il linguaggio attraverso cui confrontarsi con la propria fragilità.

Le parole sulla fine del matrimonio

Il trailer diffuso in questi giorni lascia già intuire il tono dell’opera. Davanti alla macchina da presa Elisa dice: “Sono sola”, aggiungendo che “avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che ha quasi a che fare con la tenerezza”. Una frase che conferma la fine del matrimonio con Andrea Rigonat, notizia circolata nelle scorse settimane attraverso un’esclusiva del settimanale Chi e mai ufficializzata dalla coppia.

Nel film la cantautrice spiega anche il senso profondo del suo percorso: “Ho attraversato e trasformato un dolore per ritrovare me stessa e il coraggio di vivere la vita che voglio. Kintsugi vuol dire andare avanti ma portando con me anche tutto quello che mi ha fatto male, quasi fino a distruggermi e andare in mille pezzi, perché da tutte quelle crepe, è da lì che esce la mia luce”.

Dalle sale italiane al trentennale di carriera

Dopo la passerella romana, “Kintsugi… e sono la mia opera” arriverà nelle sale cinematografiche di tutta Italia nel weekend dell’uscita dell’album, con tre eventi speciali previsti a partire da giovedì 26 novembre. Il percorso di “Kintsugi” si inserisce in una stagione che guarda anche a un appuntamento di rilievo: l’11 settembre 2027 alla RCF Arena di Campovolo, a Reggio Emilia, Elisa festeggerà i trent’anni di carriera con un concerto intitolato “Soundtrack ‘97-’27”.

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