Caso di dengue a Capiago Intimiano, disinfestazione in corso: "Nessun allarme, ma precauzioni necessarie"
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Redazione Salute
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Un residente di Capiago Intimiano, in provincia di Como, ha contratto la dengue durante un viaggio all’estero, scatenando un intervento sanitario per evitare la diffusione del virus. Il paziente, che ha manifestato i sintomi tipici della malattia – febbre alta, dolori muscolari e cefalea – è stato ricoverato in sorveglianza all’ospedale Sant’Anna, mentre le autorità hanno avviato un piano straordinario di disinfestazione nella frazione di Olmeda, dove risiede.
L’Ats Insubria, in coordinamento con il Comune, ha disposto trattamenti antizanzare dal 3 al 5 maggio, concentrandosi sulle aree pubbliche e private limitrofe. "Si tratta di un caso importato, non autoctono, quindi il rischio di trasmissione locale è limitato", ha precisato l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, sottolineando tuttavia la necessità di misure preventive. La zanzara tigre, vettore potenziale del virus, è infatti presente nel territorio, e la sua eliminazione riduce la possibilità di contagio secondario.
Ai cittadini è stato raccomandato di tenere finestre e porte chiuse durante le operazioni di disinfestazione, evitando anche il consumo temporaneo di ortaggi e frutta non lavati. Pur senza creare allarmismi, le autorità hanno preferito agire con tempestività, considerata la stagione favorevole alla proliferazione degli insetti.
Il caso rientra in un contesto più ampio di malattie tropicali "d’importazione", sempre più frequenti a causa della mobilità internazionale. Sebbene la dengue non sia endemica in Italia, episodi simili richiedono protocolli rapidi per scongiurare focolai, come già avvenuto in passato con altri arbovirus. Le indagini epidemiologiche confermano che il paziente non aveva viaggiato in zone a rischio prima dell’insorgenza dei sintomi, circostanza che esclude ulteriori esposizioni.




