Ecr, Giordano rilancia la sovranità europea e chiede meno vincoli alle imprese

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ESTERI

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La sovranità europea come somma delle sovranità nazionali è stata al centro dell’intervento di Antonio Giordano all’Economic Forum dei Conservatori e Riformisti Europei in corso a Cluj Napoca, in Romania.

Il segretario generale dell’Ecr Party e deputato di Fratelli d’Italia ha aperto i lavori della manifestazione affrontando il rapporto tra Unione Europea e Stati membri, ribadendo la necessità di un’Europa capace di sostenere le nazioni che la compongono.

Nel suo intervento è emersa anche la richiesta di fermare standard considerati onerosi per le imprese, all’interno di una riflessione più ampia sul futuro della competitività europea. eunews

Competitività europea e rapporto con gli Stati Uniti

La tre giorni organizzata dai Conservatori e Riformisti Europei dedica particolare attenzione ai temi della crescita economica, dell’innovazione e del ritardo tecnologico accumulato dall’Europa.

Nel dibattito promosso dall’Ecr, una delle questioni principali riguarda la capacità dell’Unione di affrontare le sfide globali mantenendo una base industriale e produttiva competitiva.

In questo contesto Giordano ha posto una domanda sul futuro delle alleanze internazionali, sostenendo che per l’Europa non esista un’alternativa credibile al legame con gli Stati Uniti.

Il rapporto transatlantico viene considerato dai partecipanti al Forum un elemento destinato a mantenere un ruolo centrale negli equilibri economici e strategici del continente. eunews

Accanto al tema delle alleanze, il confronto si concentra sulle condizioni necessarie per rafforzare la capacità di crescita dell’Europa.

I Conservatori e Riformisti pongono l’accento sulla necessità di favorire innovazione e sviluppo economico, mentre il dibattito sulla sovranità europea viene collegato alla possibilità di rendere più efficaci le politiche comunitarie.

La posizione espressa da Giordano insiste sul fatto che l’integrazione europea non debba essere interpretata come una riduzione delle prerogative nazionali, ma come un percorso costruito sulla cooperazione tra gli Stati membri. eunews

La sfida cinese e il dibattito dentro l’Unione Europea

Tra i temi più discussi durante il Forum figura anche l’avanzata della Cina e il suo impatto sull’economia europea. La questione è stata affrontata parallelamente anche a Bruxelles, dove il collegio dei commissari europei ha dedicato una discussione strategica alle relazioni economiche e commerciali con Pechino.

Dalla riunione è emersa la valutazione secondo cui l’attuale situazione nei rapporti commerciali e negli investimenti tra Unione Europea e Cina non sarebbe sostenibile nel lungo periodo. La riflessione ha riguardato sia le opportunità offerte dal rapporto con il mercato cinese sia le difficoltà che questo comporta per l’economia europea. eunews

Il confronto sul ruolo della Cina continua inoltre ad alimentare il dibattito politico all’interno dell’Unione.

A Tallinn, durante la conferenza Lennart Meri, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha utilizzato una metafora sanitaria per descrivere la questione cinese, indicando la necessità di individuare una risposta adeguata a un problema già identificato.

Le sue parole hanno però suscitato reazioni da parte di alcuni governi europei, tanto da spingere la portavoce della Commissione a precisare che quelle dichiarazioni non rappresentavano una posizione ufficiale di Bruxelles.

L’episodio evidenzia come il tema dei rapporti con Pechino resti uno dei dossier più delicati per le istituzioni europee, mentre il confronto sulla competitività, sulle alleanze e sul ruolo delle nazioni continua a occupare un posto centrale nel dibattito promosso dai Conservatori e Riformisti Europei. eunews

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