Un secondo caso di febbre Chikungunya in Toscana: a Livorno e Massa scatta la disinfestazione
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Redazione Salute
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Una paziente di circa quarant’anni, residente a Livorno e attualmente ricoverata nel reparto di malattie infettive diretto dal primario Spartaco Sani, ha acceso i riflettori su quella che è stata inizialmente identificata come una sospetta evenienza patologica; la sua condizione, caratterizzata da uno stato febbrile accompagnato da una particolare eruzione cutanea, ha infatti innescato il protocollo sanitario previsto per le arbovirosi. La donna, che versa in buone condizioni generali dopo aver ricevuto le prime cure, non rappresenterebbe più un rischio per chi la circonda – non essendo più in grado di trasmettere il morbo – eppure la sua vicenda ha spinto le autorità locali a programmare interventi urgenti di bonifica ambientale. È proprio la natura del virus, trasmesso esclusivamente attraverso la puntura della zanzara tigre (il cui nome scientifico è Aedes albopictus), a rendere necessaria una risposta tempestiva e capillare per scongiurare l’insediamento di un focolaio autoctono.
Il dipartimento di Prevenzione della Azienda Usl Toscana Nord Ovest ha già diramato le disposizioni al Comune, il quale a sua volta si appresta a realizzare una disinfestazione urgente che toccherà diverse aree cittadine, inclusa una zona di duecento metri intorno al perimetro dell’ospedale stesso. Ma non solo: gli operatori specializzati interverranno anche nelle vicinanze di via Carlo Meyer e nelle aree verdi limitrofe a piazza Mascagni, senza trascurare lo stabile industriale di via Leonardo da Vinci e la linea ferroviaria che gli scorre accanto. Per garantire l’efficacia delle operazioni – le quali, si specifica, comprendono trattamenti adulticidi e larvicidi oltre alla rimozione fisica dei focolai larvali – i residenti delle zone coinvolte dovranno agevolare l’accesso alle proprietà private, un dettaglio quest’ultimo che sottolinea la complessità logistica di una simile emergenza.
Parallelamente all’allerta livornese, un secondo episodio sospetto ha fatto scattare le sirene nel comune apuano di Massa, precisamente nel quartiere dei Quercioli, dove un individuo (rientrato da un viaggio in una regione tropicale) ha manifestato la sintomatologia tipica del virus. L’amministrazione locale, recependo la segnalazione dell’Asl, ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente che prevede un vero e proprio assedio alla zanzara vettore: per tre sere consecutive, dal 6 all’8 maggio con inizio alle ventuno, le squadre effettueranno un lavoro "porta a porta" entro un raggio di duecento metri dall’abitazione del paziente. Questi interventi, che ovviamente potrebbero subire slittamenti a causa di condizioni meteorologiche avverse come il maltempo, mirano a intercettare e distruggere le uova e gli esemplari adulti presenti in cortili, giardini e caditoie, riducendo così drasticamente la densità degli insetti potenzialmente infetti.




