Arrestato l'assalitore del primario a Lamezia Terme

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Redazione Interno Redazione Interno   -   LAMEZIA TERME - Un episodio di violenza inaudita ha scosso il pronto soccorso dell'ospedale di Lamezia Terme, dove il primario facente funzione, Rosarino Procopio, è stato brutalmente aggredito con un manganello da Luca Sacco, un familiare di una paziente. L'aggressione, avvenuta lunedì sera, è stata scatenata dalla decisione del medico di dimettere una parente dell'assalitore dal reparto di Osservazione breve intensiva. Sacco, già noto alle forze dell'ordine, è stato arrestato in flagranza differita per lesioni personali aggravate e porto di oggetti atti ad offendere.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, aveva recentemente annunciato l'approvazione di un decreto legge che introduce l'arresto in flagranza differita per chi aggredisce operatori sanitari, nel tentativo di arginare la crescente ondata di violenza contro medici e infermieri. Tuttavia, nonostante l'entrata in vigore di questa misura, gli episodi di aggressione continuano a verificarsi con preoccupante frequenza.

Rosarino Procopio, 65 anni, ha raccontato di aver temuto per la propria vita durante l'attacco, sottolineando come la situazione nei pronto soccorso italiani sia diventata insostenibile. "Non siamo sicuri in corsia", ha dichiarato il primario, visibilmente scosso dall'accaduto. Le urla dell'aggressore, che intimava al medico di non dimettere la paziente, hanno preceduto l'atto di violenza, lasciando il personale sanitario e i pazienti presenti in uno stato di shock.

L'episodio di Lamezia Terme non è un caso isolato. Solo nell'ultimo mese, si sono verificati altri episodi di violenza contro operatori sanitari: l'8 ottobre, un'infermiera è stata aggredita con un coltello in una struttura sanitaria a Meldola, mentre il 28 ottobre, due infermieri sono stati pestati dai familiari di un paziente in provincia di Modena

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