Omicidio Bellocco, le rivelazioni di Andrea Beretta
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Redazione Interno
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Andrea Beretta, ex capo ultrà dell'Inter, attualmente detenuto per l'omicidio di Antonio Bellocco, ha rivelato dettagli inquietanti riguardo a un presunto piano omicidiario orchestrato contro di lui. Secondo quanto dichiarato da Beretta, il clan Bellocco, legato alla 'ndrangheta, avrebbe pianificato di attirarlo in un luogo isolato, drogarlo, sparargli e poi sotterrarlo. Queste rivelazioni emergono da un'integrazione della richiesta di misura nell'inchiesta sugli ultrà milanesi, che riassume le dichiarazioni di Beretta.
Beretta, che era stato convocato a casa di Bellocco tra giugno e luglio, ha raccontato di aver incontrato due emissari del clan nei box sotto l'abitazione. Questi ultimi gli avrebbero rivolto minacce concrete, facendogli capire che la sua vita era in pericolo. Il capo ultrà dell'Inter ha spiegato ai pm di essere stato minacciato più volte e di aver appreso nei giorni precedenti all'omicidio che il piano per eliminarlo era già pronto.
Il 4 settembre scorso, davanti alla palestra Testudo di Cernusco sul Naviglio, Beretta ha anticipato le mosse del presunto mandante, uccidendo Bellocco a coltellate. Questo omicidio, avvenuto in pieno giorno, ha scosso profondamente l'ambiente degli ultrà e ha portato alla luce le dinamiche violente e i legami con la criminalità organizzata che caratterizzano alcune frange del tifo calcistico.
Le indagini, che proseguono senza sosta, stanno cercando di fare luce su tutti i dettagli di questa vicenda intricata e di comprendere appieno il ruolo di Beretta e dei suoi complici.




