Il nuovo stadio in Fiera a Bologna divide la città: ambientalisti contro il progetto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'entusiasmo per il nuovo stadio di Bologna, annunciato da BolognaFiere e Bologna Fc 1909, sta già lasciando spazio ai primi, accesi dissensi. Mentre la società di scopo si prepara a svelare i dettagli del progetto, previsto tra circa due mesi, il fronte del no si organizza e critica duramente la scelta di abbandonare l'ipotesi della ristrutturazione del Dall'Ara per gettare nuova "cemento" sulla città.

A sollevare le obiezioni più nette sono, l'assemblea dei comitati ambientalisti bolognesi, e il collettivo Resistenze spaziali, che vedono nell'operazione un tradimento degli impegni presi con l'elettorato in materia di sostenibilità e consumo di suolo.

I numeri del progetto e la corsa contro il tempo per gli Europei 2032

Il progetto dell'infrastruttura polifunzionale, che sorgerà in zona Fiera su un terreno di proprietà dell'ente fieristico a ridosso della tangenziale e del casello autostradale della A14, è ancora in fase preliminare. Secondo quanto emerso, il costo dell'opera bascula tra i 250 e i 300 milioni di euro, una cifra che richiederà una copertura finanziaria importante, alla quale potrebbe contribuire anche un eventuale aiuto governativo legato alla candidatura per gli Europei di calcio del 2032.

Il presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, ha sottolineato l'urgenza di ottenere un via libera rapido, poiché i finanziamenti statali per l'evento europeo potrebbero andare persi se non si decide entro settembre. La struttura, progettata con una copertura mobile per ospitare eventi durante tutto l'anno, richiederà investitori privati, e in questo scenario Emil Banca ha già fatto sapere di essere pronta a scendere in campo.

Le critiche dei comitati: "Cemento sulla città"

Nonostante l'apparente sostegno iniziale, l'accordo tra le due realtà – definito dalla stampa poco più di una dichiarazione d'intenti priva persino di un rendering – è finito subito sotto la lente d'ingrandimento dei comitati ambientalisti. Le critiche si concentrano sulla scelta di consumare ulteriore suolo urbano per un'opera di grandi dimensioni, in controtendenza rispetto alle politiche di rigenerazione urbana e tutela del territorio spesso caldeggiate in campagna elettorale.

I rappresentanti di e Resistenze spaziali parlano apertamente di un'inversione di rotta rispetto agli impegni presi con i cittadini, accusando i promotori di anteporre logiche economiche e di visibilità internazionale a una pianificazione urbanistica più attenta e sostenibile per il futuro di Bologna.

L'incognita tecnica e il futuro dell'impianto

In attesa che venga presentato il primo progetto ufficiale, rimangono ancora da sciogliere numerosi nodi tecnici. Tra questi, la tipologia di copertura dell'impianto – si parla di una soluzione totale o di una tettoia retraibile – e la reale capacità di attrarre eventi extra-calcistici, come concerti e fiere, che giustificherebbe l'investimento milionario.

L'ingegnere Majowiecki, coinvolto nella progettazione, sta lavorando proprio per rendere la struttura il più versatile possibile, ma sarà solo con la presentazione dei numeri e del piano finanziario definitivo che si potrà valutare la reale portata dell'operazione. Il confronto tra i sostenitori di un nuovo polo attrattivo per la città e i comitati che difendono il territorio si preannuncia come uno dei temi caldi del dibattito politico e sociale bolognese dei prossimi mesi.

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