Bologna, il tesoretto salva-big. Da Holm a Odgaard: i sacrificabili. Il piano per tenere Rowe e Castro
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Redazione Sport
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Non c’è giorno che dall’Inghilterra non ricordino come si stia preparando l’assalto ai due principali gioielli della vetrina rossoblù – Rowe, con Aston Villa e Chelsea sulle sue tracce, e Castro, monitorato dal Nottingham – e che il Bologna, in vista di un’annata senza Coppe Europee, debba cedere per coprire i costi (ingaggi inclusi) della prossima stagione è nella natura delle cose e della politica della sostenibilità predicata dai vertici.
L’assenza delle competizioni continentali, un fattore che incide pesantemente sui ricavi, ha costretto la dirigenza a mettere a punto una strategia chiara: asciugare la rosa per fare cassa, cercando al contempo di blindare i pezzi più pregiati. Il nuovo allenatore, Domenico Tedesco, avrebbe messo la permanenza di Rowe e Castro tra le priorità assolute, ma per accontentarlo serviranno introiti che al momento non ci sono.
I sacrificabili e il tesoretto già incassato
La rosa, infatti, è piena di esuberi o di elementi che possono lasciare spazio a manovre più redditizie. Emil Holm, rientrato dal prestito alla Juventus, guarda con interesse alla Premier League e il Bologna lo lascerebbe partire per una base d’asta intorno ai 15 milioni. Jens Odgaard, che con il 4-3-3 di Tedesco potrebbe non avere una collocazione naturale (la sua dimensione migliore è stata da trequartista), è un altro indiziato: pagato 4 milioni, può fruttare una plusvalenza tra i 10 e i 15.
A questi si aggiunge Jhon Lucumí, a un anno dalla scadenza del contratto e praticamente certo dell’addio: la valutazione è sui 20-25 milioni, una cifra che la Premier potrebbe stanziare senza troppi patemi. E poi c’è Thijs Dallinga, che a gennaio ha già rifiutato una proposta di prestito con obbligo dal Lione da 15 milioni.
Nel frattempo, le casse si sono già riempite in parte grazie a operazioni pregresse: la salvezza della Fiorentina ha fatto scattare l’obbligo di riscatto per Giovanni Fabbian (circa 15 milioni), mentre dai bonus legati alle prestazioni di Calafiori con l’Arsenal sono arrivati altri 2-3 milioni. Un tesoretto, certo, ma non ancora sufficiente per dormire sonni tranquilli.
La pista Robinio Vaz, l’idea per sostituire Castro
Se però uno tra Castro e Rowe dovesse partire – e la sensazione è che almeno un sacrificio eccellente sarà inevitabile – il club ha già pronto un piano B. L’idea, percorribile e che a ore verrà sottoposta a Tedesco, si chiama Robinio Vaz. Il centravanti francese, classe 2007, era arrivato alla Roma nel gennaio scorso dal Marsiglia per 22 milioni: un colpo che sapeva di grande investimento, con annessa la dovuta pazienza perché la prospettiva, nel calcio, è sempre giusto metterla in conto.
Gian Piero Gasperini, che lo ha avuto in rosa, è stato chiaro fin dall’inizio: “È un ragazzo giovanissimo, su di lui pesa il fatto che è stato un investimento molto alto e ci si aspetta tanto, ma deve crescere”.
La Roma, di conseguenza, sembra propensa a lasciarlo partire in prestito per fargli accumulare esperienza, visto che dietro a Malen il posto è occupato da un centravanti più esperto. Il Bologna, che già lo aveva ammirato da vicino nei due match di Europa League (dove il ragazzo aveva messo in difficoltà la difesa rossoblù), si è fatto avanti per prenderlo proprio in prestito. Un’operazione low cost per tamponare un’eventuale partenza, che permetterebbe di non spendere subito cifre folli per un sostituto.
Le strategie per blindare il presente e il futuro
Per tenere entrambi i big, il club ha bisogno di introiti, ma anche di sfoltire la rosa. Il direttore tecnico Giovanni Sartori, nelle sue ultime dichiarazioni, ha ribadito che Rowe non è sul mercato (“Il telefonino è off”), ma ha anche ammesso candidamente che non sa se riusciranno a tenere tutti e due.
Ecco perché la strategia è duplice: da un lato si cerca di monetizzare con Holm, Odgaard, Lucumí e magari anche Ravaglia; dall’altro si aspettano le decisioni di giocatori come Remo Freuler (in scadenza o con offerte di rinnovo sul piatto) e si valuta il futuro di Ferguson, che al rientro dopo i mondiali si confronterà con la società.
Le prossime settimane saranno decisive. Resistere a offerte da 40 milioni in su a inizio mercato sarebbe molto più complesso che farlo da metà agosto, magari dopo aver già realizzato altre cessioni. Il piano per trattenere almeno uno tra Rowe e Castro c’è; il prossimo futuro dirà solo se sarà realizzabile, senza scomodare pronostici o false speranze.




