Mattarella: "Nella Repubblica non c'è posto per l'odio razziale, serve azione rigorosa da tutta l'Ue"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il “riproporsi e diffondersi di manifestazioni di razzismo e antisemitismo”, ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, costituisce un “indice di alta pericolosità” che non può lasciare indifferenti le istituzioni. Parlando in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale, il Capo dello Stato ha indicato con chiarezza la strada da percorrere, sottolineando come tale fenomeno “interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l'Unione Europea”. Un appello, il suo, che travalica i confini nazionali per chiamare a una responsabilità comune, considerando che i germi dell'intolleranza, quando attecchiscono, minano dalle fondamenta il progetto di convivenza civile su cui si regge l'Europa stessa.

Il pericolo di confinare la Shoah nella sola storia

Mattarella ha messo in guardia dal considerare il ricordo, seppur doveroso e sincero, come un esercizio compiuto una volta per tutte. Confinare la tragedia dello sterminio nei libri di storia, relegandola a una mera riflessione del passato, rappresenterebbe un “errore” gravissimo e un’occasione profondamente mancata. La memoria, dunque, non è un monumento statico da visitare con rituale distacco, ma un impegno dinamico che deve tradursi in vigilanza quotidiana e in una decisa azione di contrasto contro ogni forma di negazionismo e di banalizzazione di quanto accaduto, fenomeni che – come dimostrano tristemente diverse inchieste giudiziarie – trovano ancora spazio nella disseminazione di materiale illecito e nelle riunioni di gruppi eversivi.

La testimonianza di Liliana Segre e gli attacchi "volgari e imbecilli"

Durante la cerimonia, spazio centrale è stato riservato alla testimonianza “forte e dolorosa” della senatrice a vita Liliana Segre, alla quale Mattarella ha rinnovato la “riconoscenza” della Repubblica. Un ringraziamento che assume un significato particolare se si considerano gli attacchi, definiti senza mezzi termini “volgari e imbecilli”, che ancora vengono rivolti alla superstite dell'Olocausto, i quali spesso strumentalizzano persino il conflitto in Palestina per attaccare la sua figura. La stessa Segre, del resto, ha tenuto a precisare come “non si possa usare Gaza contro il Giorno della Memoria”, distinguendo con nettezza la commemorazione della Shoah dalle strumentalizzazioni politiche del presente.

I veleni che non trovano cittadinanza nella Carta

Il discorso del Presidente ha tracciato un perimetro costituzionale invalicabile, affermando che “nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione, per l'antisemitismo che affiora ancora pericolosamente”. Sono esplicitamente menzionati, come elementi estranei al patto sociale italiano, coloro che predicano la violenza e coltivano “ideologie di oppressione e di sopraffazione”, in un chiaro richiamo ai principi di uguaglianza e di libertà sanciti dalla Carta. Un monito che risuona con particolare forza in un'epoca in cui l'incitamento all'odio, veicolato spesso attraverso canali digitali, rappresenta un reato perseguibile e al centro di diverse indagini delle forze dell'ordine.

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