Indonesia, traghetto si ribalta nel Mare di Giava: recuperato un corpo, oltre cento dispersi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un traghetto di linea si è capovolto nel Mare di Giava, al largo delle coste indonesiane, a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Il bilancio provvisorio dell'incidente, verificatosi nella giornata di domenica, indica almeno 140 persone disperse tra passeggeri e membri dell'equipaggio, mentre 102 sono state tratte in salvo. Le operazioni di ricerca hanno permesso di recuperare il corpo senza vita di un passeggero.

La dinamica dell'incidente e l'allarme lanciato dal comandante

Secondo quanto ricostruito dalle autorità locali, il Virgo Transport 8 era partito da Surabaya, la seconda città più popolosa dell'Indonesia, situata nella provincia di Giava Orientale, con destinazione Banjarmasin, capoluogo del Kalimantan Meridionale sull'isola del Borneo. La nave aveva lasciato il porto nella giornata di sabato e avrebbe dovuto attraccare nel pomeriggio di domenica.

Durante la traversata, il comandante dell'imbarcazione ha segnalato via radio alla compagnia di navigazione un rapido peggioramento delle condizioni del mare, con onde che in alcuni momenti raggiungevano i tre metri di altezza, e ha comunicato che la nave stava iniziando a inclinarsi. Poco dopo, intorno alle due del mattino di domenica, i contatti con il traghetto sono stati definitivamente interrotti, innescando la procedura di emergenza.

L'agenzia nazionale di ricerca e soccorso, la Basarnas, ha ricevuto la segnalazione della scomparsa del Virgo Transport 8 dai radar circa due ore dopo l'ultima comunicazione. Le coordinate dell'ultima posizione nota indicavano un punto in mare aperto a circa 148 chilometri di distanza dal molo del porto di Trisakti, a Banjarmasin. Immediatamente è stato allestito un posto di comando operativo presso lo scalo portuale per coordinare le operazioni, che hanno visto l'impiego di motovedette, navi da pattugliamento ed elicotteri.

Le condizioni meteo-marine particolarmente proibitive hanno reso le manovre di avvicinamento al relitto estremamente complesse: secondo il responsabile dell'ufficio di ricerca e soccorso di Banjarmasin, I Putu Sudayana, le onde alte fino a due metri e mezzo rappresentavano un rischio concreto anche per le imbarcazioni di soccorso, comprese quelle di dimensioni maggiori.

Il quadro dei soccorsi e il supporto alle famiglie dei passeggeri

Le operazioni di evacuazione hanno coinvolto anche unità civili presenti nella zona al momento del naufragio. Due rimorchiatori che operavano in prossimità dell'area dell'incidente hanno prestato assistenza nelle fasi immediatamente successive al ribaltamento, contribuendo al recupero dei primi naufraghi. Il numero dei sopravvissuti, inizialmente comunicato in misura parziale, è progressivamente salito fino a superare le cento unità nel corso della giornata di domenica.

Parallelamente, l'autorità portuale ha approntato un centro di accoglienza e coordinamento all'interno del porto di Trisakti, mettendo a disposizione delle squadre di soccorso anche un presidio medico attrezzato per le prime cure ai feriti e il supporto logistico per le operazioni.

Presso il centro di coordinamento sono state allestite aree dedicate all'assistenza delle famiglie dei passeggeri, che hanno potuto consultare i manifesti di carico per verificare la presenza dei propri congiunti a bordo. Secondo i dati ufficiali diffusi dalle autorità, il manifesto della nave riportava 243 persone complessive, delle quali 213 passeggeri e 30 membri dell'equipaggio, anche se nella prassi dei trasporti marittimi indonesiani il numero effettivo di persone a bordo può differire dalle registrazioni ufficiali.

Il coordinatore volontario del servizio ambulanze, Gapuri, ha riferito che circa trenta ambulanze sono state posizionate in stand-by su indicazione della Basarnas, equipaggiate con ossigeno, barelle e dispositivi di protezione individuale per prestare i primi soccorsi ai naufraghi prima del trasferimento nelle strutture sanitarie.

La rotta e il contesto dei collegamenti marittimi nell'arcipelago

Il traghetto Virgo Transport 8, di costruzione giapponese, era impiegato nel trasporto promiscuo di passeggeri e veicoli sulla rotta che collega Giava Orientale al Kalimantan Meridionale, un collegamento vitale per i traffici tra le principali isole dell'arcipelago. L'Indonesia, nazione composta da oltre 17.000 isole, dipende in modo strutturale dai collegamenti marittimi per la mobilità di persone e merci, dal momento che il trasporto via nave risulta spesso più economico e accessibile rispetto a quello aereo.

Tuttavia, l'applicazione disomogenea delle norme di sicurezza nel settore marittimo contribuisce a un tasso di incidenti relativamente elevato. Le autorità competenti non hanno al momento confermato le cause esatte del ribaltamento, limitandosi a riferire che la nave avrebbe sviluppato una falla durante il maltempo prima di capovolgersi.

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