Traghetto affonda al largo di Bali: quattro morti e decine di dispersi tra le onde
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Redazione Esteri
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Un traghetto carico di passeggeri è affondato nelle acque tumultuose al largo di Bali, in Indonesia, lasciando dietro di sé un bilancio provvisorio di quattro vittime accertate e trentotto persone disperse, mentre ventitre sono riuscite a mettersi in salvo. L’imbarcazione, identificata come KMP Tunu Pratama Jaya, trasportava sessantacinque persone, tra cui dodici membri dell’equipaggio, quando è stata inghiottita dal mare circa trenta minuti dopo la partenza dal porto di Ketapang, nella provincia di Giava Orientale.
Le operazioni di soccorso, complicate dalle avverse condizioni meteorologiche, proseguono senza sosta. Onde alte più di due metri, venti impetuosi e correnti insidiose hanno reso quasi impossibile, nelle prime ore, avvicinarsi alla zona del naufragio. Le squadre di ricerca, coordinate dall’Agenzia di Surabaya, stanno setacciando il tratto di mare dove il traghetto è scomparso, ma le speranze di trovare superstiti diminuiscono con il passare del tempo.
Sebbene non siano ancora state chiarite le dinamiche precise dell’incidente, tutto lascia supporre che il maltempo abbia avuto un ruolo decisivo. Le autorità indonesiane, spesso alle prese con incidenti marittimi legati alla vetustà delle flotte e alla scarsa manutenzione, dovranno ora valutare se vi siano state negligenze nella gestione dell’imbarcazione. Quello dei traghetti è un settore cruciale nell’arcipelago, dove milioni di persone si spostano quotidianamente via mare, ma dove gli standard di sicurezza non sempre vengono rispettati.
Intanto, i familiari dei dispersi attendono notizie lungo la costa, mentre i sopravvissuti, molti dei quali in stato di shock, vengono assistiti negli ospedali della zona. Quattro corpi sono già stati recuperati, ma il mare non ha ancora restituito gli altri. Quanto accaduto riporta alla memoria altri disastri simili, come quello del 2018, quando un traghetto affondò nel lago di Giava provocando oltre cento vittime. Stavolta, però, il dramma si è consumato in mare aperto, dove le correnti possono trascinare lontano i corpi e i rottami, rendendo ancora più difficile il lavoro dei soccorritori.




