Mar di Giava, traghetto Virgo Transport 8 si rovescia: 6 morti e oltre 120 dispersi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il traghetto passeggeri Virgo Transport 8 si è rovesciato nel Mar di Giava, al largo della costa sud-orientale del Borneo, mentre navigava da Surabaya verso Banjarmasin con 243 persone a bordo, tra cui 213 passeggeri e 30 membri dell'equipaggio. Secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dall'agenzia nazionale indonesiana per la ricerca e il soccorso, Basarnas, 108 persone sono state tratte in salvo, sei corpi sono stati recuperati e circa 129 risultano ancora disperse.

Il comandante della nave aveva segnalato nelle prime ore di domenica che il vascello si stava inclinando pericolosamente su un fianco, prima che ogni contatto radio si interrompesse.

Il recupero dei superstiti e le condizioni del mare

Le operazioni di ricerca sono riprese all'alba di lunedì con l'impiego di un dispositivo imponente: quindici mezzi tra navi e aeromobili, undici imbarcazioni, un elicottero e tre aerei, a cui si aggiungono mezzi navali della Marina indonesiana e personale specializzato, per un totale di 280 uomini coinvolti. I soccorritori hanno dovuto operare in condizioni estremamente difficili, con onde che hanno raggiunto i tre metri di altezza e raffiche di vento sostenute, circostanze che hanno reso rischioso l'avvicinamento anche per le motovedette di maggiore stazza.

Il capo dell'agenzia di ricerca e soccorso di Banjarmasin, I Putu Sudayana, ha spiegato che un'imbarcazione di quaranta metri della stessa Basarnas ha corso gravi rischi durante le operazioni.

La dinamica dell'incidente e le testimonianze

Il traghetto era partito sabato da Surabaya, capoluogo della Giava Orientale, diretto a Banjarmasin, nel Kalimantan Meridionale. Secondo quanto ricostruito, intorno alle due del mattino di domenica il comandante ha comunicato via radio che l'imbarcazione accusava una forte inclinazione, probabilmente causata dalle onde che colpivano il fianco destro dello scafo. Poco dopo, i contatti sono definitivamente cessati.

Il ministro dei Trasporti indonesiano, Dudy Purwagandhi, ha confermato in una conferenza stampa a Banjarmasin che la nave si è capovolta, precisando che il fondo dello scafo rimane visibile sopra il pelo dell'acqua.

Alcuni superstiti hanno raccontato scene di panico a bordo: molti passeggeri dormivano quando la nave ha iniziato a inclinarsi, mentre altri si sono arrampicati sui tavoli o hanno cercato di raggiungere i giubbotti salvagente tra la folla. Un uomo di trentatré anni, Rinto Arahap, ha riferito di aver udito quello che sembrava il rumore di metallo che si spezzava circa cinque ore dopo la partenza. Secondo la sua testimonianza, non è stato diffuso alcun avviso ufficiale dall'equipaggio e i passeggeri hanno iniziato a gridare l'allarme in modo spontaneo.

Arahap ha poi galleggiato in mare per circa quattro ore prima di essere tratto in salvo.

Il quadro normativo e le indagini

Il ministro Purwagandhi ha dichiarato che il permesso di navigazione della nave era stato rilasciato dall'ufficio del comandante del porto di Surabaya sulla base delle informazioni meteorologiche disponibili al momento della partenza, che indicavano condizioni idonee alla navigazione. Il governo indonesiano ha affidato al Comitato Nazionale per la Sicurezza dei Trasporti il compito di condurre un'indagine indipendente e approfondita per accertare le cause dell'incidente e formulare eventuali raccomandazioni per il futuro.

Le autorità hanno inoltre precisato che al momento non è possibile stabilire se le vittime ancora disperse si trovino all'interno del relitto o siano state trascinate altrove dalle correnti.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.