Richiamo della carne nei supermercati, nuovo allarme per la tagliata di scottona contaminata da Escherichia coli
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Redazione Salute
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Nuovo capitolo nella lunga serie di avvisi sulla sicurezza alimentare che periodicamente interessano la grande distribuzione. Il Ministero della Salute ha diramato un avviso di richiamo per alcuni lotti di tagliata di scottona, venduti rispettivamente nei punti vendita Lidl e Coop, a causa di una "presunta non conformità di tipo microbiologico". Sebbene la dicitura ufficiale appaia generica, le comunicazioni provenienti direttamente dalle catene di distribuzione precisano la natura del pericolo, indicando la possibile contaminazione da Escherichia coli produttore di tossina Shiga (STEC), un batterio la cui pericolosità, specialmente per i soggetti più fragili, è ben nota agli addetti ai lavori.
Tre i lotti finiti sotto osservazione, prodotto a marchio Dedicarne
L'attenzione dei consumatori, in questi casi, deve concentrarsi sui codici riportati in etichetta. I prodotti incriminati riportano il marchio Dedicarne o Dedicarne-Lidl, confezioni da circa 300 grammi prodotte dalla Tönnies Fleisch Italia nello stabilimento di Vignola, in provincia di Modena. Nello specifico, i numeri di lotto da evitare sono tre: il 101158, la cui scadenza era fissata al 2 aprile 2026 (una data ormai abbondantemente superata, se si considera che il richiamo è stato pubblicato solo ora), il lotto 102294 con scadenza 13 aprile, e il 102444, la cui data ultima per il consumo è indicata nel 14 aprile 2026.
Sebbene il provvedimento sia stato adottato a scopo meramente precauzionale – come avviene per la stragrande maggioranza dei ritiri dalla vendita – la raccomandazione per chi avesse già acquistato la carne è categorica: non consumarla. Gli acquirenti possono restituire il prodotto al punto vendita dove è stato effettuato l'acquisto, ottenendo così il rimborso dell'importo speso, anche in assenza dello scontrino fiscale, una prassi consolidata in queste circostanze.
Il pericolo silenzioso dello STEC e il contesto dei controlli
Il batterio STEC, o Escherichia coli produttore di Shiga-tossina, rappresenta una delle minacce più insidiose per la sicurezza della filiera della carne fresca e dei latticini. A differenza di altri agenti patogeni, la sua presenza non altera necessariamente le caratteristiche organolettiche del cibo – aspetto, odore o sapore – rendendolo di fatto invisibile a un controllo domestico. La sua azione, una volta ingerito, può causare disturbi gastrointestinali che vanno dalla diarrea emorragica a complicanze molto più gravi come la sindrome emolitico-uremica (SEU), una delle principali cause di insufficienza renale acuta nei bambini.
La vicenda, che coinvolge due colossi della distribuzione come Lidl e Coop, arriva a distanza di circa un anno dalla pubblicazione delle nuove linee guida ministeriali sul controllo degli STEC nei prodotti lattiero-caseari, un documento che ha suscitato non poche polemiche nel settore produttivo. In quell'occasione, l'ente aveva cercato di inasprire i protocolli di vigilanza, trovando però la resistenza dei caseifici artigianali, preoccupati per la sostenibilità economica di analisi troppo stringenti.
L’errore in etichetta colpisce anche le uova di Pasqua
Parallelamente al ritiro della carne, lo stesso avviso ministeriale segnala un secondo problema, stavolta legato al periodo pasquale ormai alle spalle. Diversi lotti di uova di cioccolato, prodotti dalla Pasticceria Artigianale Mennella, sono stati ritirati dal mercato a causa di un errore di etichettatura che potrebbe rivelarsi fatale per i consumatori affetti da allergie. Le confezioni riportano infatti la dicitura "senza glutine" laddove, a seguito di verifiche, è emersa la potenziale presenza non dichiarata dell'ingrediente.
Il pericolo, in questo caso, è ovviamente selettivo. Per un consumatore non celiaco o non intollerante, non sussiste alcun rischio concreto nel consumare quelle uova. Tuttavia, per chi soffre di questi disturbi, la mancata indicazione in etichetta di un allergene così comune rappresenta una violazione grave delle norme di sicurezza, esponendo a possibili reazioni avverse. I lotti coinvolti in questo secondo richiamo sono identificati dai numeri 057/26, 058/26 e 084/26.




