Violato l’anonimato, il Tar annulla la prova del concorso docenti
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Redazione Interno
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Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) delle Marche, con una sentenza depositata il 14 febbraio, ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di candidati, rappresentati dall’avvocato Gaetano Liperoti, annullando la prova pratica del concorso PNRR 1 per la classe di concorso B022, riservata agli insegnanti tecnico-pratici (ITP). La decisione, che riguarda le regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Marche, Puglia e Umbria, è stata presa a seguito della violazione del principio di anonimato durante lo svolgimento dell’esame. Ai partecipanti, infatti, era stato richiesto di apporre nome e cognome sui fogli utilizzati per risolvere i quesiti, una prassi che ha portato il tribunale a ritenere illegittima l’intera procedura.
La sentenza, che ha fatto discutere, non mette in discussione l’intero concorso, come inizialmente temuto. Il Ministero dell’Istruzione ha precisato che solo 174 candidati, su un totale di 20.000, dovranno ripetere la prova pratica. La classe di concorso interessata, la A022, era stata organizzata dall’Ufficio scolastico regionale delle Marche per coprire 60 posti, distribuiti tra Abruzzo (2), Emilia-Romagna (27), Marche (8), Puglia (14) e Umbria (9). Nonostante le rassicurazioni del Ministero, la decisione del TAR ha sollevato critiche da parte di alcuni sindacati e rappresentanti politici, che hanno parlato di un “ennesimo pasticcio” nella gestione dei concorsi scolastici.
La FLC CGIL, in particolare, ha espresso forti riserve sulla gestione del concorso, definendola inefficace e poco trasparente. Secondo il sindacato, l’errore commesso nell’applicazione del principio di anonimato è solo l’ultimo di una serie di disservizi che hanno caratterizzato l’organizzazione delle prove. Anche i Verdi-Sinistra hanno criticato la situazione, sottolineando come episodi del genere minino la credibilità delle procedure concorsuali e creino disagi ai candidati, costretti a sottoporsi nuovamente a una prova già sostenuta.




