Morte di Mattia Debertolis, lutto ai World Games: cancellate le feste al villaggio degli atleti
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Redazione Sport
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La notte tra l’11 e il 12 agosto ha portato con sé la notizia più amara per i World Games di Chengdu, dove Mattia Debertolis, atleta della nazionale italiana di orienteering, ha perso la vita dopo quattro giorni di agonia nell’ospedale della città cinese. Nonostante le cure intensive e l’intervento di medici giunti appositamente da Pechino, le sue condizioni, già critiche al momento del ricovero in rianimazione, non hanno lasciato spazio a speranze. Non ha mai ripreso conoscenza.
Nato in Trentino, Debertolis aveva solo 29 anni e un percorso di vita straordinario, diviso tra lo sport e una carriera accademica di alto livello. Dopo la laurea in ingegneria civile, si era trasferito a Stoccolma per un dottorato di ricerca, dimostrando quella stessa determinazione che lo aveva portato a competere ai massimi livelli nell’orienteering, disciplina in cui aveva collezionato successi.
Il malore che lo ha stroncato è arrivato durante la gara middle, disputata sotto una temperatura di 43 gradi e un’umidità asfissiante. Le condizioni estreme, che già nelle scorse settimane avevano sollevato preoccupazioni tra gli organizzatori, potrebbero aver giocato un ruolo decisivo nel collasso che lo ha portato al ricovero immediato.




