Mattia Debertolis muore a 29 anni dopo il malore ai World Games in Cina

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mattia Debertolis, atleta trentino della nazionale italiana di corsa orientamento, è morto all’ospedale di Chengdu, dove era ricoverato in condizioni gravissime dopo aver accusato un malore durante la gara Middle dei World Games. Lo ha comunicato la Federazione Italiana Sport Orientamento (Fiso), ricordando il giovane ingegnere civile, che lavorava a Stoccolma e rappresentava l’eccellenza dello sport italiano.

Era venerdì 8 giugno quando il suo Gps, dispositivo obbligatorio per gli atleti, aveva smesso di trasmettere segnali, lasciando intuire l’emergenza. I soccorsi, intervenuti sotto un sole cocente – le temperature toccavano i 43 gradi – lo avevano trasportato d’urgenza in ospedale, ma il quadro clinico, già compromesso, non ha lasciato scampo.

Accanto a lui, fino all’ultimo, la madre Erica, il fratello Nicolò e la compagna Jessica, oltre ai compagni di squadra e ai rappresentanti federali. «Faremo del nostro meglio per onorare il tuo ricordo», è il messaggio della Fiso, che lo descrive come un atleta determinato e amato, capace di lasciare un segno ovunque si trovasse.

La tragedia ha scosso il mondo dello sport, riaccendendo il dibattito sulle condizioni estreme in cui si svolgono alcune competizioni. Quella di Chengdu, in particolare, era stata criticata per le temperature insostenibili, ma al di là delle polemiche, resta il vuoto lasciato da un ragazzo che, a soli 29 anni, aveva già dimostrato valore sia nello sport che nella vita.

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