Mattia Debertolis muore a 29 anni dopo un malore durante i World Games in Cina
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Redazione Salute
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Mattia Debertolis, atleta della Nazionale italiana di corsa orientamento, è morto lunedì a Chengdu, in Cina, dove era ricoverato in condizioni critiche dopo essersi accasciato al suolo durante la gara inaugurale dei World Games. Il trentottenne, originario del Trentino ma residente a Stoccolma, dove lavorava come ingegnere civile, aveva perso i sensi mentre correva sotto una temperatura di 43 gradi, prima che il suo segnale Gps – strumento obbligatorio per gli atleti di questa disciplina – smettesse improvvisamente di trasmettere.
Il malore, che lo aveva colpito venerdì scorso, aveva immediatamente allertato i soccorritori, intervenuti per trasportarlo in ospedale. Nonostante le cure intensive, le sue condizioni non avevano lasciato spazio a speranze, portando al decesso due giorni dopo. La madre Erica e il fratello Nicolò, giunti al suo fianco, avevano richiesto l’amministrazione dell’estrema unzione, mentre il padre Fabio, la compagna Jessica e i nonni lo seguivano da lontano, insieme ai compagni di squadra e agli allenatori.
La Federazione Italiana Sport Orientamento (FISO), attraverso un comunicato firmato dal presidente Alfio Giomi, ha espresso il proprio cordoglio, ricordando l’atleta come «un giovane di grande talento e dedizione». La tragedia ha scosso non solo l’ambiente sportivo, ma anche la sua società di appartenenza, il cui presidente, Gabriele Viale, ha sottolineato la professionalità e la passione di Debertolis.




