Scossa di terremoto ai Campi Flegrei, magnitudo 4.7: 21 feriti e crolli a Pozzuoli, notte di paura per i cittadini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7, la più violenta degli ultimi quarant'anni, ha sconvolto l'area dei Campi Flegrei e la città di Napoli nella serata del 31 luglio. Il sisma, registrato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) alle 19:46 con epicentro nei pressi della Solfatara, a una profondità di circa 3 chilometri, ha rappresentato l'evento sismico più energetico dall'inizio dell'attuale crisi bradisismica, superando il precedente record di magnitudo 4.6 registrato nel 2025.

L'intensità del movimento tellurico, avvertita distintamente in gran parte della provincia e fino alle isole di Ischia e Procida, ha gettato nel panico migliaia di cittadini, spingendoli a riversarsi nelle strade e a trascorrere la notte fuori dalle proprie abitazioni, in attesa di verifiche sulla tenuta statica degli edifici.

Il bilancio delle vittime e l'allerta della Protezione Civile

Il bilancio provvisorio dell'emergenza, costantemente aggiornato dalla Protezione Civile e dalle autorità locali, parla di 21 persone rimaste ferite, di cui due in condizioni definite gravi. Secondo le prime comunicazioni della Sala Situazione Italia del Dipartimento, la maggior parte dei feriti ha riportato traumi e fratture giudicate inizialmente in codice giallo, e sono state prontamente soccorse e trasportate negli ospedali della zona, dove hanno ricevuto le cure necessarie.

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha immediatamente convocato l'Unità di Crisi per coordinare gli interventi di monitoraggio e assistenza alla popolazione, mentre la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, hanno seguito costantemente l'evoluzione della situazione, garantendo il pieno supporto delle strutture operative nazionali.

I danni sul territorio: crolli e blackout a Pozzuoli e Napoli

I danni maggiori si sono concentrati nel comune di Pozzuoli, epicentro della scossa, dove si sono registrati crolli significativi, tra cui il distacco di un intero pezzo di facciata da una palazzina in via Pergolesi e il cedimento di un costone tufaceo in via Napoli, che ha distrutto diverse auto in sosta.

La furia del sisma ha provocato profonde crepe in numerosi edifici, distacchi di cornicioni e il crollo di calcinacci in diverse zone del centro storico e dell'area dell'anfiteatro, costringendo le autorità a effettuare continui sopralluoghi per verificare la statica dei palazzi.

A complicare ulteriormente il quadro, il crollo parziale di un traliccio dell'alta tensione nella zona di Agnano ha causato blackout e interruzioni di corrente in vari quartieri di Napoli, da Fuorigrotta ai Quartieri Spagnoli, mentre la chiusura del porto di Pozzuoli, a causa delle profonde spaccature sulle banchine, ha determinato lo stop ai traghetti per le isole di Procida e Ischia.

Trasporti in tilt e la gestione dell'emergenza

La scossa ha avuto immediate e pesanti ripercussioni sulla rete dei trasporti, con Rete Ferroviaria Italiana che ha prontamente disposto la sospensione della circolazione ferroviaria nell'intero nodo di Napoli, compresa la linea Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sullo stato dell'infrastruttura. Anche le linee della metropolitana e i convogli regionali hanno subito rallentamenti e interruzioni, mentre le società di trasporto locale hanno attivato le procedure di controllo per garantire la sicurezza dei passeggeri.

I sindaci dell'area flegrea, tra cui Luigi Manzoni di Pozzuoli e Gaetano Manfredi di Napoli, hanno attivato i Centri Operativi Comunali (COC) e allestito aree di attesa e accoglienza per la popolazione sfollata, invitando i cittadini a mantenere la calma e a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali delle autorità.

Il contesto sismico e le dichiarazioni degli esperti

Questo terremoto si inserisce nel contesto della persistente attività bradisismica che da anni interessa la caldera dei Campi Flegrei, un fenomeno di lento sollevamento del suolo che genera tensione nelle rocce del sottosuolo, provocando sciami sismici anche di forte intensità.

La direttrice dell'Osservatorio Vesuviano, Lucia Pappalardo, ha spiegato che si tratta dell'undicesima scossa di magnitudo superiore a 4 registrata in questa fase, causata principalmente dal degassamento del sistema vulcanico, e ha avvertito che nei prossimi giorni sono attese ulteriori scosse di assestamento.

Nonostante la violenza dell'evento, il livello di allerta vulcanica dell'area rimane fissato al colore giallo, indicativo di uno stato di attenzione, mentre proseguono senza sosta le attività di monitoraggio e i controlli sulla sicurezza del patrimonio edilizio, già messo a dura prova dalle scosse degli ultimi anni.

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