Sanremo 2026, il Comune lancia il bando anti-flop: la Rai rischia di perdere il Festival

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Per la prima volta nella sua storia, il Festival di Sanremo potrebbe non essere trasmesso dalla Rai. Il Comune della città dei fiori ha pubblicato un bando pubblico per individuare il nuovo partner incaricato di organizzare e mandare in onda la kermesse canora a partire dal 2026, con la possibilità di estendere il contratto fino al 2030. Una mossa che segna una frattura con la tradizione, dopo decenni in cui la Rai ha detenuto il monopolio dell’evento, e che arriva a seguito della sentenza del Tar Liguria, la quale ha giudicato illegittimo l’affidamento diretto all’emittente pubblica.

Nonostante il bando sia già stato emanato, le cose potrebbero cambiare grazie alla clausola anti-flop inserita nel documento, che permetterebbe di rivedere le condizioni qualora nessun operatore fosse in grado di garantire standard adeguati. Intanto, però, la Rai non ci sta e ha presentato ricorso insieme a Je srl, la società che collabora all’organizzazione del Festival, contro la delibera comunale dello scorso marzo. Proprio in risposta a queste azioni legali, l’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Mager ha deciso di costituirsi in giudizio, affidando la difesa a un consulente legale.

La gara, che assegnerà i diritti per le edizioni 2026-2028 – con eventuale proroga biennale – è stata avviata ufficialmente con la pubblicazione del bando, che definisce i criteri per la selezione del nuovo soggetto organizzatore. Tra i requisiti fondamentali, la capacità di garantire la trasmissione in chiaro e l’utilizzo dei marchi registrati legati alla manifestazione. Se da un lato il Comune insiste sulla necessità di rispettare le regole della concorrenza, dall’altro la Rai difende il suo storico legame con Sanremo, cercando di bloccare un processo che potrebbe portare a una svolta epocale.

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