Wall Street chiude in forte rialzo, trainata dal rimbalzo dei titoli tecnologici

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse statunitensi hanno chiuso la sessione con un deciso ottimismo, proseguendo il rimbalzo avviato alla fine della scorsa settimana e confermando una vigorosa inversione di tendenza dopo un periodo di notevole instabilità. Lo S&P 500, considerato il termometro più affidabile del mercato azionario, ha registrato un guadagno dell'1,5%, mentre il Dow Jones ha segnato un più contenuto, seppur positivo, rialzo dello 0,4%. A farla da padrone, tuttavia, è stato il Nasdaq, il listino che raccoglie i titoli tecnologici e growth, il quale ha bruciato le tappe con un incremento del 2,7%, lasciandosi alle spalle le recenti tensioni.

Il crollo della volatilità e i settori trainanti

A corroborare il clima di rinnovata fiducia, il Vix – l’indice noto come il “termometro della paura” degli investitori – è crollato di circa il 12%, portandosi a 20,6 punti e suggerendo un netto calo delle tensioni dopo le forti oscillazioni che avevano caratterizzato le sedute precedenti. La ripresa, che ha visto una marcata outperformance del Nasdaq, è stata trainata in particolare dai titoli legati all’universo dei semiconduttori e dalle grandi società tecnologiche, settori che avevano sofferto in misura maggiore nelle settimane scorse. A brillare, tra gli altri, sono stati Broadcom, che ha chiuso in rialzo dell’11%, Advanced Micro Devices, con un guadagno del 5,5%, e Micron Technology, la cui quotazione è salita di quasi l’8%.

Il contesto europeo e i dati macroeconomici

Mentre Wall Street celebrava il suo rimbalzo, il Vecchio Continente presentava un quadro più composito e meno euforico. Piazza Affari, in particolare, ha chiuso in netto calo, con il Ftse Mib che ha segnato un -0,9%, un movimento amplificato – come spesso accade – dall’effetto tecnico dello stacco dei dividendi sull’indice principale. Il resto d’Europa, dal canto suo, ha mostrato un andamento di consolidamento, con l’indice Eurostoxx 50 in leggero rialzo. Sul fronte macroeconomico, intanto, i dati provenienti dalla Germania hanno segnalato un peggioramento del sentiment tra le aziende, con l’indice Ifo sul clima economico sceso a 88,1 punti a novembre, un dato che riflette aspettative divenute più pessimistiche.

Le attese sulla Fed e la carenza di dati

La seduta di Wall Street si è inserita in un contesto di attesa per un possibile, imminente, taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, una mossa che gli operatori stanno cercando di prezzare non senza difficoltà. I futures sugli indici azionari statunitensi, nel corso della giornata, si erano mostrati contrastati e volatili, specchio di un mercato che cerca punti di riferimento in un panorama informativo ancora nebuloso. La prolungata chiusura del governo federale, un episodio che ha privato gli investitori di molti dati economici ufficiali, ha contribuito non poco a creare questa fase di incertezza, lasciando gli operatori a navigare a vista per valutare lo stato di salute della più grande economia mondiale senza gli abituali strumenti di analisi.

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