Wall Street chiude in rialzo trainata dal rally tecnologico e da dati sull'inflazione moderata
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Redazione Economia
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I principali indici di Borsa a New York hanno chiuso la sessione di giovedì in netto territorio positivo, un avanzamento sostenuto da due spinte convergenti: da un lato, un rapporto sull’inflazione più debole del previsto che ha riacceso con vigore le attese per un allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve; dall’altro, le eccezionali previsioni fornite dal produttore di chip Micron, le quali hanno agito da potente catalizzatore per l’intero settore tecnologico, segnalando una domanda robustissima per i componenti legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Il dato sull’indice dei prezzi al consumo
Il motore iniziale del rialzo, che ha fornito la liquidità e l’ottimismo necessari per spingere gli acquisti, è stato il rapporto sull’Indice dei Prezzi al Consumo, il quale ha mostrato un aumento dei prezzi, nell’anno terminato a novembre, inferiore alle stime degli analisti. La discesa del tasso d’inflazione al 2,7%, un dato che ha sorpreso positivamente gli operatori poiché le previsioni convergevano su un ipotetico 3,1%, è stata interpretata come il segnale più chiaro del fatto che la battaglia della Fed contro il carovita stia producendo gli effetti desiderati, aprendo concretamente la strada a futuri tagli dei tassi d’interesse. Alcuni, osservando la rapidità del calo, hanno persino avanzato dubbi sulla solidità statistica della rilevazione, ma la maggior parte del mercato ha colto il dato per quello che sembrava: un incoraggiante passo verso la normalizzazione.
La spinta propulsiva del settore tech
A questo scenario macroeconomico favorevole si è sovrapposta, poi, una performance di settore straordinaria, capace di trainare l’indice Nasdaq in particolare. Le dichiarazioni di Micron, che hanno superato di gran lunga le attese degli analisti, hanno infatti confermato che la richiesta di memoria avanzata per applicazioni di intelligenza artificiale non conosce flessioni, alimentando un rally che si è esteso a molti dei principali titoli tecnologici e semiconduttori. Quel che ne è risultato è stata una sessione in cui l’ottimismo per un costo del denaro in prospettiva più basso e la fiducia in un ciclo di crescita tecnologica di lungo periodo si sono fusi, spingendo gli investitori a riversare capitali sul listino.
Il contesto delle altre banche centrali
Mentre l’attenzione del mercato statunitense era tutta concentrata sulla Fed e sui dati locali, sullo sfondo le principali banche centrali europee delineavano percorsi non completamente allineati. La Banca Centrale Europea, infatti, ha mantenuto una posizione sostanzialmente immobile sui propri tassi d’interesse, senza fornire indicazioni precise per le mosse future se non attraverso l’attesa di nuove proiezioni economiche. Oltremanica, invece, la Banca d’Inghilterra ha operato un taglio, seppur di entità contenuta e preceduto da un acceso dibattito interno, portando i tassi di riferimento al 3,75%. Queste differenze di approccio sottolineano come il percorso di uscita dalla fase inflazionistica non sia uniforme, ma la reazione di Wall Street dimostra che, per il momento, gli investitori guardano soprattutto ai fondamentali domestici, i quali giovedì hanno offerto più di uno spunto di fiducia.




