Wall Street chiude ai massimi storici, trainata dalla tecnologia e dai dati sull'inflazione
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Redazione Economia
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I principali indici di Wall Street hanno concluso la settimana agganciando una serie di record storici, un'ondata di ottimismo che ha spinto il mercato a livelli senza precedenti. Il S&P 500, dopo aver registrato un progresso complessivo dell'1,9% nella settimana, ha chiuso l'ultima seduta con un ulteriore rialzo dello 0,79%, toccando un picco a 6.806 punti. Il Dow Jones, che ha aggiunto un notevole 2,2% nell'arco dei cinque giorni, ha incrementato il suo valore dell'1,01%, mentre il Nasdaq Composite, in testa alla corsa con un guadagno settimanale del 2,3%, ha concluso con un più uno 1,15%. Una spinta determinante, che ha permesso al listino di evitare le tradizionali tensioni autunnali, è arrivata dai dati sull'inflazione di settembre, i quali, seppur ancora elevati, hanno mostrato un raffreddamento lievemente superiore alle attese degli analisti, alimentando il sentimento positivo tra gli investitori.
Il motore tecnologia e il calo dei rendimenti
A trainare l'ottimismo, come spesso accade, è stato il comparto tecnologico, che ha registrato un balzo del 2,7% diventando il settore di punta dell'S&P. Le quotazioni di colossi come IBM e AMD hanno brillato, sostenute da annunci relativi a significativi progressi nel campo del calcolo quantistico; il settore dei semiconduttori, del resto, ha continuato a fornire una spinta propulsiva al Nasdaq, confermandosi uno dei pilastri del rialzo. A questo scenario si è accompagnato un movimento parallelo, e altrettanto significativo, nel mercato dei titoli di Stato: il rendimento del Tesoro USA a dieci anni, infatti, è sceso per la quarta settimana consecutiva, assestandosi intorno alla soglia del 4,00% e chiudendo al di sotto del 4,009%, un elemento che ha contribuito ad alleviare le pressioni sui titoli growth e a sostenere gli acquisti.
La dinamica settoriale e il quadro d'insieme
L'euforia dei mercati ha coinvolto quasi tutti i settori, creando un quadro ampio e solido. Accanto ai tecnologici, anche gli energetici hanno messo a segno performance positive, cavalcando l'onda dell'entusiasmo generale. Qualcuno, tuttavia, è rimasto ai margini della festa: a chiudere in territorio negativo sono scivolati, seppur in misura contenuta, solo i servizi di pubblica utilità e i beni di prima necessità, settori tradizionalmente considerati rifugio in fasi di incertezza che, in un contesto di così marcato appetite per il rischio, hanno naturalmente perso appeal. Una dinamica, questa, che sottolinea la natura prettamente "rialzista" della seduta.
Il respiro di sollievo dopo i dati macro
Il mercato, in attesa di segnali chiari dalla politica monetaria, ha potuto tirare un sospiro di sollievo dopo la pubblicazione del rapporto governativo sull'inflazione. Quel raffreddamento, seppur modesto, è stato interpretato come un indizio del fatto che le pressioni sui prezzi potessero finalmente iniziare a cedere, rafforzando le aspettative per un eventuale taglio dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve entro la fine dell'anno. È stata questa combinazione, tra dati macroeconomici incoraggianti e notizie corporate robuste, a creare il cocktail perfetto per spingere gli indici ben al di sopra dei loro recenti massimi, in una settimana che verrà ricordata per la sua eccezionale continuità rialzista.




