L’addio all’Olimpiade italiana nell’Arena di Verona, senza Trump ma con Bolle, Lauro e la musica di Gabry Ponte
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Redazione Sport
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Il sipario sulla venticinquesima edizione dei Giochi olimpici invernali, quella che ha visto l’Italia tornare protagonista assoluta con un record di trenta medaglie, calerà stasera nell’antica cornice dell’Arena di Verona. L’anfiteatro romano, che per l’occasione assume la denominazione di Verona Olympic Arena, si appresta a ospitare un evento che fonde il rigore del protocollo internazionale con la spettacolarità del teatro e della musica dal vivo, in una cerimonia intitolata “Beauty in Action”. La scenografia, secondo quanto anticipato dagli organizzatori, sarà dominata dal tema dell’acqua quale elemento unificante tra i territori alpini e quelli costieri che hanno fatto da sfondo alle competizioni, con un allestimento che punta sulla sostenibilità: il 90% degli impianti luminari è a led e l’80% del palco è realizzato in legno, mentre i costumi disegnati da Stefano Ciammitti attingono a materiali riciclati e traggono ispirazione dalla moda italiana e dal mondo dell’opera lirica, a cui l’Arena è da sempre legata -10.
La sfilata degli atleti e il doppio addio alla fiamma tra Milano e Cortina
Il momento centrale della serata, che prenderà il via alle 20, sarà come da tradizione la parata degli atleti, i quali sfileranno uniti senza distinzioni nazionali a simboleggiare lo spirito di fratellanza che anima la manifestazione. A condurre la delegazione azzurra, scelti per l’onore di portare il tricolore, saranno due volti nuovi del medagliere italiano: Lisa Vittozzi, prima storica oro nel biathlon femminile, e Davide Ghiotto, trionfatore nell’inseguimento a squadre del pattinaggio velocità -3. Un momento di forte carica simbolica sarà rappresentato dallo spegnimento del braciere olimpico, che per la prima volta avverrà in contemporanea in due luoghi diversi, Milano e Cortina d’Ampezzo, a suggellare il carattere diffuso di questi Giochi. Subito dopo, la bandiera a cinque cerchi passerà simbolicamente nelle mani del prossimo organizzatore, la regione delle Alpi Francesi che ospiterà l’edizione del 2030; il testimone verrà raccolto dal primo ministro francese Sébastien Lecornu, presente in Arena -9-7.
Il parterre delle stelle e l’assenza del presidente statunitense
Sul palco allestito nell’anfiteatro si alterneranno numerosi interpreti del panorama artistico italiano. Roberto Bolle, reduce dal successo dell’esibizione che lo vide protagonista a Torino nel 2006, tornerà a danzare in una coreografia pensata appositamente per l’evento, mentre il veronese Achille Lauro, già tedoforo nella staffetta che ha preceduto l’apertura, si esibirà nella sua città natale affiancato dal dj set di Gabry Ponte e dalla voce narrante dell’attrice Benedetta Porcaroli -5-3. Tra le autorità attese, la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è data per certa, mentre non vi sarà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la cui partecipazione era rimasta incerta fino alle ultime ore -8-9. Al suo posto, a rappresentare gli Stati Uniti, ci sarà una delegazione composta dalla segretaria all’Istruzione Linda McMahon e dall’ambasciatore Tilman J. Fertitta, in un momento in cui la tensione sportiva con il Canada per l’oro nell’hockey maschile tiene comunque alta l’attenzione -9-4.
La regia televisiva e le misure di sicurezza per il gran finale
La trasmissione dell’evento, affidata a Rai 1 con il commento di Auro Bulbarelli affiancato dal soprano Cecilia Gasdia, rappresenta una sorta di risarcimento per il giornalista, estromesso dalla cerimonia d’apertura a San Siro a causa delle polemiche seguite alle dimissioni del direttore di RaiSport -3. Nel frattempo, Verona vive ore di fermento con il centro storico già transennato e blindato per l’occasione: un imponente dispositivo di sicurezza, che comprende reparti specializzati, droni per la ricognizione aerea e agenti della scientifica dotati di bodycam, è stato predisposto per gestire l’afflusso di migliaia di spettatori e le personalità in arrivo -8. Non è mancata, alla vigilia, la voce contraria di chi ha programmato un corteo di protesta attraversando la città da Porta Palio, a testimonianza di un dibattito che ha accompagnato l’intero percorso di questi Giochi -8.




