Salvini rilancia la tassa sulle banche: "Hanno guadagnato 46 miliardi, ora diano un contributo"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il vicepremier Matteo Salvini, intervenendo al meeting di Rimini, ha confermato l’intenzione del governo di chiedere un contributo straordinario al settore bancario, il quale, dopo aver registrato utili record lo scorso anno, è chiamato a sostenere la crescita del Paese e a dare un sollievo alle famiglie. «Tutti dovranno fare la loro parte», ha dichiarato il leader della Lega, aggiungendo che «dei soggetti economici che nel 2024 hanno guadagnato 46 miliardi di euro, un contributo alla crescita del Paese e alle famiglie lo possono dare».

Questa non è, peraltro, la prima volta che l’esecutivo, in cerca di risorse per la prossima manovra finanziaria, rivolge lo sguardo verso gli istituti di credito; l’estate, ormai, sembra essere diventata il periodo tradizionale per questa annosa questione, una sorta di telenovela che si ripete con puntuali indiscrezioni e dichiarazioni a mezzo stampa. Dopo la misura dell’anno scorso, che impose un prelievo forzoso sugli extra-profitti, si sta dunque valutando una nuova forma di intervento.

L’ipotesi che circola con insistenza in queste ore, e che sembra aver ricevuto un’imprimatur politico proprio dalle parole di Salvini, è quella di un prelievo focalizzato sulle operazioni di buyback, ossia sul riacquisto di azioni proprie da parte delle banche. Si tratterebbe, in sostanza, di una tassa che andrebbe a colpire e a disincentivare uno strumento finanziario sempre più utilizzato dagli istituti, il quale, sebbene possa avere ricadute positive per gli azionisti, non sempre si traduce in un beneficio diretto per l’economia reale.

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