Un cippo per Pogacar, Colle Pinzuto entra nella leggenda delle Strade Bianche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un punto, sulle crete senesi, dove la polvere bianca non si limita a imbiancare i copertoncini ma scolpisce il ricordo di chi quei chilometri li ha percorsi più forte di tutti. Quel punto, quel tratto di strada sterrata che si inerpica nervoso tra le colline toscane, adesso porta il nome di Tadej Pogačar. Sabato scorso, a pochi giorni dalla ventesima edizione della corsa che da Siena si snoda nel cuore del Chianti, è stato svelato il cippo che intitola al campione sloveno il settore di Colle Pinzuto. Un onore, questo, che nell’albo d’oro della corsa tocca solo a chi ha saputo vincere per tre volte, echeggiando quanto già fatto con Fabian Cancellara, al quale anni fa era stato dedicato il temuto strappo di Monte Sante Marie. La cerimonia, alla quale ha partecipato lo stesso svizzero, suggella un legame ormai indissolubile tra il fenomeno della UAE Team Emirates-XRG e una competizione che lui stesso ha contribuito a rendere ancora più epica.

Pogačar, che sabato 7 marzo scenderà in strada per il suo debutto stagionale, arriva all’appuntamento forte di tre sigilli – 2022, 2024 e 2025 – e con la chiara intenzione di fare il poker, un’impresa che finora nessuno è riuscito a compiere. Lo sloveno, del resto, nelle terre di Toscana ha costruito alcuni dei suoi capolavori: azioni solitarie partite lontano dal traguardo, come quella dell’anno scorso quando, nonostante una caduta nel settore di Monteaperti che lo aveva lasciato sanguinante, riuscì a riprendere Tom Pidcock e a staccarlo definitivamente proprio sulle rampe di Colle Pinzuto. È quella la salita che da oggi celebra il suo nome, un chilometraggio che nella nuova edizione verrà affrontato due volte nel circuito finale, così come Le Tolfe, a riprova di quanto gli organizzatori puntino sullo spettacolo e sulla selezione dura.

Un percorso accorciato ma sempre insidioso per la classicissima toscana

La ventesima Strade Bianche si presenterà con un percorso leggermente rivisto rispetto al passato, con una distanza totale che si attesta sui 203 chilometri e una riduzione dei settori sterrati, scesi da sedici a quattordici per un totale di poco superiore ai 63 chilometri. Se da un lato vengono eliminati tratti come Ponte d’Arbia e Serravalle, dall’altro rimangono confermati tutti gli scenari chiave che fanno di questa corsa un unicum nel panorama internazionale, una classica del Nord ma ambientata nel cuore pulsante della Toscana. I corridori dovranno fare i conti con l’immenso settore di Lucignano d’Asso, con i suoi undici chilometri e novecento metri di strade bianche, per poi affrontare lo snodo cruciale di Monte Sante Marie, un’autentica muraglia di polvere e pendenze che tradizionalmente fa la differenza.

La parte finale della corsa, quella che decide le sorti della competizione, si articola in un circuito reso ancora più selettivo dalla doppia scalata a Colle Pinzuto, con i suoi due chilometri e quattrocento metri e pendenze che toccano il quindici per cento, e al successivo strappo di Le Tolfe, dove la pendenza massima sfiora il diciotto per cento. Solo dopo aver superato questi ostacoli, i battistrada si presenteranno ai piedi di via Santa Caterina, l’ultimo terribile strappo pavimentato che conduce all’arrivo in Piazza del Campo, dove la pendenza raggiunge picchi del sedici per cento a soli cinquecento metri dalla conclusione.

I grandi rivali e le sorprese dietro il campione del mondo

Se Pogačar rappresenta l’uomo da battere, e il numero uno stampato sulla sua maglia iridata lo conferma, la startlist della corsa toscana presenta una serie di nomi capaci di insidiare il suo dominio o quantomeno di giocarsi un posto sul podio. Tra questi spicca certamente Tom Pidcock, vincitore nel 2023 e secondo un anno fa proprio alle spalle dello sloveno, che con le sue doti di handling e la sua esplosività potrebbe trarre vantaggio dai passaggi più tecnici e dalle pendenze più arcigne. Occhi puntati anche su Wout Van Aert, già vincitore nel 2020, che torna dopo un infortunio invernale e la cui condizione resta da verificare, ma che quando è al top rappresenta una delle poche risposte possibili alla potenza del fuoriclasse sloveno.

Non vanno poi dimenticati giovani rampanti come Paul Seixas, il diciannovenne francese della Decathlon CMA CGM che ha già impressionato nelle prime uscite stagionali, e il messicano Isaac Del Toro, compagno di squadra di Pogačar che potrebbe giocarsi le sue carte in un eventuale scenario di squadra. Attenzione pure a corridori come Ben Healy, Matej Mohoric e un Egan Bernal che, seppur non al top della condizione, sulle strade bianche ha già dimostrato di sapersi esprimere su livelli eccelsi. La gara femminile, che si svolgerà nella mattinata, vedrà invece la sfida tra Demi Vollering, vincitrice nel 2025, e Lotte Kopecky, con le due che si sono alternate negli ultimi anni sul gradino più alto del podio.

Numeri, orari e dove seguire l’edizione del ventennale

L’organizzazione affidata a RCS Sport ha previsto per sabato 7 marzo una giornata interamente dedicata al ciclismo di altissimo livello, con la partenza della prova femminile fissata per le 10:15 dalla Fortezza Medicea e quella maschile alle 11:40. L’arrivo dei primi uomini è previsto nel pomeriggio, tra le 16:30 e le 17:00, dopo aver coperto un dislivello complessivo di oltre tremila e cinquecento metri. Per gli appassionati, la diretta televisiva sarà garantita da Eurosport 2 e in chiaro su Rai Due a partire dalle 14:20, mentre la streaming sarà disponibile su Discovery+ e HBO Max, piattaforma che detiene i diritti per gran parte della stagione ciclistica.

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