Pogacar trionfa a Sanremo dopo la caduta, Van der Poel si arrende: “Una bici mi è volata addosso”
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Redazione Sport
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Il sortilegio che sembrava perseguitarlo, anno dopo anno, tra tentativi sfortunati e rimpianti, si è infranto sull’asfalto di via Roma, ma non prima che il copione della Classicissima tentasse l’ultimo, crudele scherzo. Tadej Pogacar, campione del mondo in carica, ha finalmente iscritto il suo nome nell’albo d’oro della Milano-Sanremo, imponendosi per la prima volta in carriera al termine di un’edizione che resterà nella memoria per la sua drammaticità e per la capacità di reazione del fuoriclasse sloveno. Lo ha fatto precedendo in volata il britannico Tom Pidcock, con il belga Wout van Aert a completare il podio nell’ordine di arrivo, regolando il gruppo che ha chiuso a pochi secondi di distanza. Una vittoria, quella di Pogacar, costruita nei chilometri più concitati della corsa, quelli in cui il sogno rischiava di trasformarsi nell’ennesima delusione.
La caduta a Imperia e la rimonta impossibile
A poco più di trenta chilometri dal traguardo, quando la tensione era già alle stelle per l’approccio alla Cipressa, la corsa ha subito una scossa violenta. Pogacar, finito a terra in una caduta che ha coinvolto diversi big, sembrava aver visto sfumare all’improvviso il grande obiettivo. Il campione sloveno è scivolato in una curva, riportando abrasioni evidenti e danneggiando la divisa, ma la sua reazione è stata immediata. Rialzatosi in fretta, ha dovuto fare i conti con un momento di smarrimento, prima di essere letteralmente trascinato indietro dai compagni di squadra della UAE Emirates, che hanno organizzato un inseguimento forsennato per riportarlo in scia al gruppo proprio ai piedi dell’ultima ascesa decisiva. Pogacar è rientrato, ha preso fiato un istante e, laddove ci si aspettava una gestione attendista, ha invece scatenato l’attacco che ha frantumato il plotone, dimostrando che la gamba era ancora reattiva nonostante lo choc.
La battaglia sulla Cipressa e il Poggio
Sulla Cipressa, Pogacar ha impresso un’accelerazione secca che ha lasciato sul posto quasi tutti gli inseguitori. A resistergli sono stati soltanto Pidcock, in una forma smagliante, e l’olandese Mathieu van der Poel, vincitore dell’edizione precedente. Il terzetto ha collaborato per mantenere il vantaggio, ma l’equilibrio si è rotto sulle rampe del Poggio, l’ultimo dosso prima del rettilineo di via Roma. Proprio in quel frangente, Pogacar ha allungato ancora, trovando però l’opposizione tenace di Pidcock, mentre Van der Poel, al contrario, ha dovuto cedere il passo. Per l’olandese, arrivato ottavo al traguardo, la giornata era stata compromessa dal medesimo incidente che aveva visto protagonista lo sloveno. Nel commentare la sua prestazione, Van der Poel ha spiegato di aver subito l’urto di un’altra bicicletta che gli è finita addosso nel corso della caduta, rivelando: “All’improvviso una bici mi è volata addosso, ma non mi sentivo bene”. Pur essendo stato riportato in corsa dalla sua squadra, l’olandese ha ammesso di non aver più ritrovato la condizione ottimale, accorgendosi già sulle prime pendenze della Cipressa di non avere le gambe per giocarsi la vittoria.
L’epilogo in volata e il peso della maglia iridata
La volata a due, quella tra Pogacar e Pidcock, è stata una questione di centimetri. Il britannico ha tenuto testa allo sloveno metro dopo metro, ma alla fine ha dovuto arrendersi di mezzo ruota, accarezzando per un attimo il sogno di un successo che gli è sfumato all’ultimo respiro. Per Pogacar, invece, è arrivato il sigillo che mancava nel suo palmarès, una sorta di riscatto dopo le delusioni passate. La sua vittoria, inoltre, assume un significato storico particolare: il campione sloveno è riuscito nell’impresa di imporsi alla Classicissima indossando la maglia iridata, un’impresa che mancava da oltre quarant’anni, quando Giuseppe Saronni nel 1983 riuscì nell’intento. Un dato che sottolinea ulteriormente la portata dell’exploit, considerando quanto la lunghezza estenuante della corsa e le insidie del percorso rendano difficile per il campione del mondo trovare il momento giusto per esprimersi al meglio.
Lo sviluppo giudiziario e le dinamiche della caduta




