Gp delle Americhe, Marquez paga con una long lap la ‘tamponata’ a Diggia. Martin parte dalla settima casella

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ci risiamo. Nel giro di una manciata di secondi, quelli che sembravano i presupposti per una domencia da incorniciare per Fabio Di Giannantonio si sono trasformati nell’ennesimo, amaro incidente di percorso. Oggi, domenica 29 marzo, il circuito di Austin ospita il Gran Premio delle Americhe, terzo atto di un mondiale che già si preannuncia infuocato, ma il clamore mediatico, alla vigilia della gara lunga, non è tanto legato alle traiettorie ideali o alla gestione delle gomme su questo tortuoso tracciato texano, quanto a un verdetto arrivato ieri: Marc Marquez dovrà scontare una Long Lap Penalty.

Il fattaccio, come spesso accade quando in pista c’è il campione spagnolo, è avvenuto durante la Sprint di sabato. La poltrona di poleman, occupata da Di Giannantonio per la seconda volta consecutiva dopo il Brasile, era un’occasione d’oro, ma è durata lo spazio di un paio di staccate. Il romano, sorpassato da Marquez alla prima curva a causa di un suo errore, ha avuto la prontezza di rifarsi sotto tra le curve 7 e 8, restituendo il sorpasso con una manovra pulita che riportava la situazione in parità. Peccato che l’equilibrio sia durato fino alla curva 12. Lì, il pilota della Ducati ufficiale, probabilmente accecato dalla foga di non voler perdere la ruota del suo rivale, ha tentato un attacco al limite dell’azzardo: la traiettoria interna era un miraggio, il cordolo forse un boia, e il risultato è stato un contatto violento che ha spedito entrambi nella ghiaia.

Se da un lato Diggia ha dovuto alzare bandiera bianca dopo un paio di tornate, constatando i danni alla sua Desmosedici, dall’altro Marc Marquez ha rimesso in moto la sua creatura, chiudendo mestamente al 17° posto, lontano dai riflettori e senza punti. La direzione gara, analizzando le immagini, non ha avuto dubbi: l’incidente è stato causato da un errore di valutazione del #93. Il verdetto, comunicato ufficialmente tramite un lungo comunicato dei commissari FIM, parla di "infrazione dell'Articolo 1.21.2" e di una situazione pericolosa che coinvolgeva più piloti. La sanzione è una long lap penalty, che il campione del mondo in carica dovrà scontare obbligatoriamente nei giri iniziali della gara di oggi.

E lo stesso Marquez, con quella schiettezza che spesso lo caratterizza quando indossa i panni del "cattivo", ha ammesso senza troppi giri di parole le sue colpe. Intervistato ai microfoni di DAZN e ripreso dalla stampa internazionale, lo spagnolo ha parlato di "errore", di "buca" che ha bloccato l’anteriore e di un tentativo disperato di evitare l’impatto che, paradossalmente, ha peggiorato la situazione. “Quando cadi da solo fa male – ha confessato – ma se coinvolgi un altro pilota è ancora peggio, perché non vuoi rovinargli la gara”. Una consapevolezza, la sua, che non cancella la penalità ma che almeno spegne sul nascere qualsiasi polemica stucchevole sulla presunta severità dei giudici.

La griglia e gli orari della domenica

Mentre la gara principale, in programma per le 22:00 italiane su Sky Sport MotoGP e in differita su TV8, si avvicina, lo schieramento di partenza subisce dunque gli strascichi giudiziari di sabato. Oltre alla penalità di Marquez, che lo costringerà a un percorso alternativo nei primi giri (una condizione quasi letale su una pista dove i sorpassi non sono mai scontati), ieri è arrivata un’altra tegola per la truppa dei velocisti. Pedro Acosta, il giovane fenomeno della KTM, è stato infatti penalizzato di 8 secondi nella Sprint per una pressione anomala dello pneumatico anteriore, un’irregolarità tecnica che gli è costata il podio. A beneficiarne è stato Enea Bastianini, promosso così sul terzo gradino del podio virtuale della gara breve.

Questo significa che, nonostante la partenza dalla settima casella – frutto della sua griglia di qualifica – Jorge Martin si presenterà al via della gara lunga con una marcia in più, forte della vittoria nella Sprint di sabato e della consapevolezza di aver ritrovato la miglior forma dopo il lungo digiuno. Pecco Bagnaia, che nella Sprint ha lottato per la vittoria fino all’ultimo giro prima di cedere il passo allo spagnolo dell’Aprilia, cercherà il riscatto su una pista dove tradizionalmente ha sofferto, mentre Bezzecchi, scivolato nella Sprint, dovrà reagire da dietro. Per Di Giannantonio, invece, la rimonta sarà un obbligo più che un’opzione: la sua gara è stata compromessa da un errore altrui, ma la rabbia, a volte, è un carburante potente quanto la benzina. La tensione è palpabile; la griglia è pronta; il semaforo, per i 19 giri del GP, si spegnerà tra poche ore.

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