Schlein e Conte in piazza per Gaza, mentre la sinistra si divide tra polemiche e timori di infiltrazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Elly Schlein, segretaria del Pd, ha spiegato le ragioni della manifestazione odierna a Roma, sottolineando come la mobilitazione nasca da un percorso parlamentare culminato in una mozione unitaria. «Abbiamo raccolto l’indignazione di chi non accetta la strage di civili a Gaza», ha dichiarato, criticando il silenzio del governo italiano. Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle, ha definito l’evento la "piazza dell’umanità", accusando l’esecutivo di essere «suddito degli Usa», in un chiaro riferimento alla posizione di Donald Trump, tornato alla Casa Bianca.

La frattura nel centrosinistra, però, è emersa con nettezza. Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno scelto un’iniziativa separata a Milano, rifiutando di aderire alla piattaforma comune. «La distanza l’hanno creata loro», ha replicato Conte, senza nascondere l’irritazione per una divisione che rischia di indebolire la protesta. Intanto, sui muri del Teatro Parenti, dove si è tenuto l’incontro di Renzi e Calenda, sono comparsi slogan come «Israele terrorista», alimentando timori di derive estremiste.

A Roma, gli organizzatori della manifestazione pro-Palestina temono infiltrazioni di elementi filo-Hamas, con il rischio che vengano bruciate bandiere israeliane. La tensione è palpabile, anche per le divisioni interne sul palco: Pd, M5S e Verdi-Sinistra hanno dibattuto a lungo su chi dovesse prendere la parola, rivelando una frattura che va oltre la questione mediorientale.

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