Gaza divide il centrosinistra: Pd in piazza con M5S e Avs, i riformisti scelgono Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La questione israelo-palestinese continua a lacerare il centrosinistra italiano, spaccando non solo l’opinione pubblica ma anche le forze politiche che dovrebbero rappresentarla. Mentre il Pd di Elly Schlein ha scelto di aderire alla manifestazione romana del 7 giugno insieme a Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana – Verdi, un’altra parte del campo progressista, guidata da Carlo Calenda e Matteo Renzi, ha preferito organizzare un’iniziativa separata a Milano il giorno precedente. Due eventi, due visioni: se quello romano rischia di diventare una piazza di dura condanna a Israele, con il pericolo – come temono alcuni – di derive antisemite, quello milanese punta a un equilibrio tra critica alla guerra di Netanyahu e difesa del diritto all’esistenza di Israele.

Schlein, che pure aveva cercato una mediazione con Calenda, ha deciso di non lasciare spazio a equivoci: la linea ufficiale del partito è quella di partecipare alla manifestazione con M5S e Avs, mentre la presenza di alcuni parlamentari dem a Milano viene derubricata a «scelta personale». «La nostra piazza è quella di Roma», chiariscono dal Nazareno, evitando toni polemici ma marcando la distanza. «Dovunque si manifesti contro i crimini di Netanyahu va bene», aggiunge un membro della segreteria, in un tentativo di smussare le divergenze.

A Milano, invece, Azione e Italia Viva hanno organizzato “Due popoli, due Stati”, un evento che, almeno nelle intenzioni, vuole distinguersi dal tono più radicale della manifestazione romana. All’iniziativa, sostenuta anche da +Europa e da alcuni riformisti dem, verranno esposte sia le bandiere palestinesi che quelle israeliane, in un simbolico richiamo alla soluzione dei due Stati. Un approccio che, però, è stato rifiutato da M5S e Avs, i quali hanno chiuso la porta a qualsiasi mediazione.

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