Decaro sarà il candidato del centrosinistra in Puglia, Vendola corre con Avs

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo giorni di negoziati serrati, che hanno più volte rischiato di arenarsi su posizioni apparentemente inconciliabili, la coalizione di centrosinistra ha trovato l’accordo per le prossime regionali in Puglia. Antonio Decaro, eurodeputato del Partito Democratico ed ex sindaco di Bari molto stimato a livello nazionale, ha accettato la candidatura a presidente della Regione. La trattativa, la cui conclusione è stata confermata dall’intervento di Francesco Boccia a Bisceglie, si è sbloccata definitivamente grazie alla ferma presa di posizione del Movimento 5 Stelle, il quale, per voce del suo coordinatore regionale Leonardo Donno, aveva posto un autentico ultimatum, indicando Decaro come l’unica figura in grado di tenere unito il cosiddetto “campo largo”.

Uno degli scogli principali, che aveva inizialmente indotto Decaro a valutare con estrema cautela la proposta, riguardava la presenza negli schieramenti di ex presidenti della Regione. La sua condizione, chiara e netta, era che né Michele Emiliano né Nichi Vendola figurassero nelle liste per il consiglio regionale. Tuttavia, mentre per Emiliano la questione sembra essere stata superata, per Vendola la determinazione della sua forza politica, Alleanza Verdi e Sinistra, è risultata incrollabile. Avs, infatti, ha mantenuto ferma l’intenzione di ricandidare il suo leader, costringendo gli altri attori a trovare una mediazione che evitasse la rottura.

La soluzione emersa, frutto di un complesso lavoro diplomatico che ha visto un ruolo attivo anche della segretaria dem Elly Schlein, separa di fatto le due candidature: Decaro guiderà la coalizione verso la corsa per la presidenza, mentre Vendola, accantonata l’ipotesi di una sua ricandidatura a governatore, scenderà in campo per la competizione elettorale alla testa della lista di Avs, puntando a un seggio in consiglio regionale. Una scelta che, seppur non ideale per tutte le parti in gioco, ha permesso di compattare l’area progressista attorno a un nome condiviso, evitando pericolose frammentazioni.

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