Sangiuliano e l'Unesco: "La Garisenda non si salva con una candidatura". Il Pd: "Fa solo polemica"
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Redazione Interno
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È ancora botta e risposta tra l’amministrazione e Gennaro Sangiuliano, ministro della Cultura. Al centro del ping pong, ovviamente, lo stato di salute della Garisenda. E, non da ultimo, la proposta di candidare le Due Torri a Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. "Possiamo portare avanti questa idea, alla quale stavamo lavorando prima ancora che il sindaco la proponesse – commenta il ministro –. Purtroppo, però, le due cose da un punto di vista logico-concettuale non hanno alcun legame: che c’entra il consolidamento della torre con l’entrata nel patrimonio dell’Unesco?".
Garisenda, il sindaco di Bologna: “Nessun ritardo, è l'occasione per ripensare il centro”– Tre settimane, e poi inizierà il cantiere della Garisenda. "Prima installeremo una cintura di metallo alta in alcuni punti 2 metri e in altri 4-5 metri, per proteggere i negozi e le attività più prossime". Poi, più avanti, l’incapsulamento della Torre stessa "in un cilindro metallico che la coprirà, salvaguardandola durante la ‘cura’ a cui sarà sottoposta. Non ci saranno tiranti, né una sarà una casa di vetro, non è possibile perché deve reggere 4.000 tonnellate in caso di caduta".
Un cilindro sulla Garisenda: "Operazione salvataggio" - Un cilindro sulla Garisenda: "Operazione salvataggio"Prima una cintura di protezione per le fondamenta, alta fino a 4-5 metri. Poi un cilindro metallico capace di sostenere 4.000 tonnellate di peso in caso di crolli. Questa la ’protezione’ della Garisenda, una delle torri di Bologna che pende da 900 anni ma che mai si era scoperta così fragile, a causa di una torsione che non era mai stata rilevata prima con questa intensità. Le tappe della messa in sicurezza dell’edificio, a cura della ditta Fagioli, la stessa che ha raddrizzato la Costa Concordia e lavorato per ricreare il Ponte Morandi, sono state scandite ieri dal sindaco bolognese Matteo Lepore.




