Cosa lascia Pozzecco all'Italbasket nel suo addio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’eliminazione subita dall’Italbasket agli Europei per mano di un fenomenale Luka Doncic e della sua Slovenia, seguita dall’annuncio delle dimissioni di Gianmarco Pozzecco, impone una riflessione obbligata, sebbene complessa, sul lascito del commissario tecnico. La sconfitta di Riga, che pure si è consumata all’insegna di un orgoglioso tentativo di rimonta, rappresenta il punto finale di un ciclo, costringendo a fare i conti con un percorso che, pur brillante in alcune fasi, si è arrestato davanti al muro rappresentato da quei talenti assoluti – i cosiddetti “alieni” – che dominano la scena internazionale.
La partita contro la Slovenia, persa per 84-77, è stata il riassunto perfetto di un’era: un iniziale naufragio difensivo di fronte all’uragano Doncic, capace di segnare 30 punti in venti minuti; una reazione coraggiosa, costruita sulla disciplina e su una difesa finalmente elevata, che ha portato la squadra a un passo dal sorpasso; e infine, la resa nei secondi decisivi, in quel finale di partita che in precedenza, contro Georgia, Bosnia e Spagna, aveva invece regalato emozioni ben diverse. Quell’inchino finale, seppur dignitoso, al “re bianco” Doncic, riecheggia il medesimo omaggio reso pochi giorni prima al “re nero” Antetokounmpo, a sottolineare una distanza ancora incolmabile dalla vetta del continente.
Pozzecco lascia dunque la panchina azzurra, un passaggio che, in verità, non coglie del tutto di sorpresa gli addetti ai lavori. Il suo contratto, in scadenza naturale, era infatti legato a un obiettivo – quello di una medaglia – che non è stato centrato, rendendo di fatto inevitabile la separazione. Da tempo, negli uffici della Federazione a Via Vitorchiano, si lavorava già a un futuro senza di lui, valutando con attenzione i possibili sostituti per guidare la nazionale nel prossimo quadriennio olimpico.




