Dakar 2026, Ekström vince la tappa e la Ktm torna a farsi sentire

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo la pausa tecnica a Riad, il rally più duro del mondo è entrato nel vivo della sua seconda settimana con una tappa di 462 chilometri speciali che ha condotto il convoglio da Riyadh a Wadi Ad-Dawasir. La settima frazione, quella che segna tradizionalmente una svolta nelle gerarchie, ha premiato la precisione dello svedese Mattias Ekström, il quale, guidando il suo Ford Raptor con una meticolosità proverbiale, ha tagliato il traguardo in 3 ore, 44 minuti e 22 secondi. A completare il podio delle auto, seppur a una distanza di quasi quattro minuti e mezzo, è giunto il portoghese Joao Ferreira su Toyota, mentre la generale vede il qatariota Nasser Al-Attiyah, su Dacia, mantenere una salda leadership con un vantaggio di poco inferiore ai cinque minuti proprio su Ekström.

Un giorno storico per i fratelli Benavides

La giornata, però, è stata segnata da un evento ancor più significativo della classifica di tappa, destinato a entrare negli annali della competizione. Per la prima volta nella storia della Dakar, due fratelli hanno conquistato una frazione nello stesso giorno ma in categorie diverse. Il già citato trionfo di Luciano Benavides sulle moto, ottenuto in 4 ore e 56 secondi con la sua Ktm, ha fatto da contraltare al successo del fratello Kevin tra le auto leggere. Un duplice exploit che va ad arricchire un albo d'oro familiare già di per sé eccezionale, considerando che pochissime coppie di fratelli, dai Patronelli ai Coronel, sono riuscite a vincere una tappa ciascuno nell'intera storia del rally.

La rimonta di Ktm nel regno delle due ruote

Il settore moto, dopo un avvio non dominante, ha visto un deciso ritorno al protagonismo della casa austriaca Ktm, la quale ha piazzato quattro suoi cavalieri tra i primi sei classificati. Alle spalle di Luciano Benavides si è piazzato, a poco più di quattro minuti, lo spagnolo Edgar Canet, confermandosi una delle rivelazioni di questa edizione. Il terzo gradino del podio è andato al francese Adrien van Beveren su Honda, staccato di soli dieci secondi da Canet, in una lotta serrata che promette sviluppi intensi nella settimana conclusiva. La classifica generale della categoria resta saldamente in mano all'australiano Daniel Sanders, il quale ha gestito il suo vantaggio con prudenza in una tappa non scevra di insidie.

Il lungo viaggio verso il traguardo finale

Con la parte più consistente del percorso ormai alle spalle, i team iniziano a confrontarsi con la fisiologica usura dei materiali e con la stanchezza, fattori che spesso decidono le sorti della gara. L'organizzazione, conscia della durezza del percorso, ha concesso un itinerario leggermente più breve dopo il riposo, una decisione che molti equipaggi hanno apprezzato. Ora la carovana si prepara ad affrontare le dune più impegnative del deserto saudita, dove la navigazione e la resistenza psicologica diventano elementi ancor più decisivi della potenza pura dei mezzi. Le distanze in gioco, seppur ridotte, lasciano ampio spazio a ribaltoni e colpi di scena, in un rally che raramente perdona gli errori, anche minimi.

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