Dakar 2026, Schareina interrompe il dominio Ktm e vince la terza tappa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La maratona saudita, che impone regole severe e nessun appoggio esterno ai team durante la notte, ha visto nel suo atto inaugurale un significativo cambio di marcia dopo l’iniziale predominio arancione. Tosha Schareina, sfruttando una posizione di partenza favorevole che gli ha evitato il compito di aprire la pista, ha infatti gestito con freddezza l’insidioso percorso di 421 chilometri ad anello intorno ad AlUla, prendendo il comando della corsa poco prima della metà della speciale e mantenendolo saldamente fino al traguardo. La sua vittoria di tappa, il primo acuto per la Honda in questa edizione, arriva al termine di una giornata di navigazione complessa, caratterizzata da un misto di pietraie e tratti veloci che hanno messo a dura prova uomini e mezzi.

La doppietta Honda e la tenuta di Sanders

A completare un quadro di netta riscossa per la squadra giapponese, giunge il secondo posto del compagno di marca Ricky Brabec, il quale, partito davanti al vincitore, ha offerto una prestazione solida senza però riuscire a contrastare l’irruzione di Schareina. La doppietta, che ridisegna parzialmente le gerarchie e dimostra la competitività delle moto nipponiche su terreni tecnici, non è tuttavia bastata a scalzare dalla vetta della generale il pilota della KTM, il quale, nonostante una frazione più sofferta e un quarto posto d’arrivo, conserva ancora la leadership. La sua condotta, improntata a una gestione accorta del vantaggio accumulato nei primi due giorni, lo ha portato a cedere terreno sul giorno ma a limitare i danni in vista della seconda parte della marathon stage.

Il sorpasso nelle auto e la nuova classifica

Nel contesto delle quattro ruote, la terza tappa ha invece prodotto un vero e proprio terremoto nella classifica generale, con Mitch Guthrie che ha condotto la sua Ford a una vittoria di tappa che si è trasformata immediatamente in primato assoluto. Lo statunitense, approfittando di una speciale senza errori percorsa con ritmo costante e un’ottima lettura del roadbook, ha completato il lungo anello nel tempo di 4 ore, 4 minuti e 32 secondi, scavalcando così tutti i rivali che lo precedevano. Un risultato che, oltre a portare il costruttore americano al comando, dimostra come la corsa sia destinata a vivere ancora molte oscillazioni, data la lunghezza del percorso e la difficoltà crescente della navigazione.

Il contesto generale dopo le prime frazioni

Le prime battute di questa Dakar 2026 hanno dunque già offerto colpi di scena e inversioni di tendenza, confermando la natura imprevedibile della competizione. Se tra le moto l’equilibrio di forza tra KTM e Honda appare più ristabilito dopo il trionfo iniziale della casa di Mattighofen, tra le auto si è assistito a un avvicendamento in testa che promette battaglie serrate nei giorni a venire. La struttura della tappa marathon, con il bivacco isolato e l’assenza di assistenza, aggiunge un ulteriore fattore di usura psicologica e meccanica, del quale si vedranno gli effetti soltanto nella ripartenza di domani, quando i piloti affronteranno la seconda parte del binomio con le moto e le auto già provate dalle sollecitazioni del giorno precedente.

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