Allerta rossa e arancione in Puglia, il maltempo tiene Taranto e il Subappennino Dauno nel mirino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Puglia si risveglia ancora sotto l’urto di un fronte perturbato che non accenna a mollare la presa, costringendo la Sezione Protezione civile regionale a ricalibrare verso l’alto il livello di allerta già in vigore. Se ieri l’attenzione era concentrata su una criticità arancione destinata a scandire le ventiquattr’ore successive, oggi il quadro è destinato a complicarsi ulteriormente: un nuovo messaggio, valido per le prossime trenta ore a partire dalle quattordici del primo aprile, introduce infatti un’allerta rossa in specifiche aree interne, mentre il resto del territorio resta avvolto in una morsa arancione che mette a dura prova la tenuta idrogeologica e idraulica del suolo.

La situazione, in particolare, si fa critica nel Tarantino, dove l’intensificarsi delle precipitazioni – piogge insistenti e ormai diffuse da diverse ore – sta mettendo in seria difficoltà le arterie stradali secondarie. Le provinciali SP13 e SP14, snodi cruciali per la viabilità locale, risultano al centro di un monitoraggio costante, con il manto stradale messo a repentaglio dall’accumulo d’acqua e dal rischio di smottamenti. È il contesto di una provincia che, pur non rientrando nel perimetro più estremo delle zone rosse, vive con il fiato sospeso mentre le processioni e i riti pasquali, tradizionalmente attesi, si svolgono in un clima di evidente precauzione.

L’analisi del bollettino ufficiale, che suddivide il territorio regionale in settori omogenei, restituisce una mappa del rischio articolata e severa. Per quanto riguarda il pericolo idrogeologico, l’allerta è stata elevata al livello massimo, la rossa appunto, per la zona denominata Puglia H, che coincide con il comprensorio del Subappennino Dauno. Sul resto della regione, inclusa l’area di Altamura – che la Protezione civile inquadra nella zona Puglia F, ovvero la Puglia Centrale Bradanica – si conferma un’allerta arancione, imponendo un livello di attenzione elevato anche sul territorio murgiano.

Un discorso a parte merita il rischio idraulico, per il quale i tecnici hanno tracciato scenari altrettanto complessi. Le proiezioni per la sola giornata di oggi, primo aprile, prevedono un’allerta rossa per le zone Puglia B (Tavoliere e bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle) e Puglia I (Basso Fortore), territori dove il livello dei corsi d’acqua potrebbe superare rapidamente le soglie di sicurezza. L’allerta arancione per rischio idraulico è stata invece diramata per la Puglia G (Basso Ofanto) e la Puglia E (Bacini del Lato e del Lenne), mentre sull’intera regione vige una vigilanza gialla per le raffiche di vento, che rischiano di aggravare ulteriormente le condizioni già precarie.

Monitoraggio capillare e infrastrutture sotto stress

La macchina della protezione civile, in risposta a questo peggioramento, ha attivato un presidio capillare che coinvolge i centri operativi comunali, in particolare nei comuni classificati ad alta criticità. A Taranto, dove l’attenzione rimane massima per l’effetto cumulativo delle precipitazioni, si moltiplicano le segnalazioni per allagamenti localizzati e smottamenti lungo le vie di comunicazione. L’ondata di maltempo, del resto, sembra avere caratteristiche di persistenza che escludono sostanziali miglioramenti nell’immediato, con i tecnici impegnati a monitorare costantemente i livelli idrometrici dei principali bacini.

In un quadro così dinamico, la viabilità rappresenta il fronte più esposto. Le criticità segnalate sulle provinciali del Tarantino richiamano l’attenzione sulla fragilità di un reticolo stradale che, in occasioni simili, ha già evidenziato problemi di drenaggio. La situazione impone spostamenti limitati al minimo indispensabile, con le amministrazioni locali che hanno predisposto squadre operative pronte a intervenire in caso di smottamenti o allagamenti improvvisi. L’area del Subappennino Dauno, sebbene più interna e collinare, presenta il rischio aggiuntivo di frane e colate detritiche, tipiche di zone con acclività significative quando si superano determinate soglie pluviometriche.

Le zone a maggiore criticità tra Daunia e arco ionico

La decisione di innalzare il livello di allerta nel foggiano, per la precisione su quella fascia collinare che si affaccia sul Subappennino, deriva dall’analisi incrociata dei modelli meteorologici, che indicano una persistenza delle precipitazioni intense proprio su quell’area. Si tratta di una zona storicamente sensibile agli eventi alluvionali, dove il reticolo idrografico minore può trasformarsi rapidamente in una minaccia concreta per gli insediamenti sparsi e le colture. La protezione civile regionale, per questo, ha invitato i sindaci delle aree rosse ad attivare tutte le misure di autoprotezione previste dai piani di emergenza.

Nel resto della Puglia, e in particolare lungo l’arco jonico, il rischio resta arancione, ma non per questo meno insidioso: l’accumulo di pioggia delle ultime ore ha saturato i terreni, riducendone la capacità di assorbimento. A Taranto, la concomitanza con le processioni religiose, evento centrale per la città, ha reso necessario un coordinamento serrato tra le autorità civili e religiose, con percorsi rivisti o accorciati laddove le vie si presentassero impercorribili. L’intera zona del bradanico e della Murgia, infine, pur trovandosi in una condizione di allerta arancione per rischio idrogeologico, non è esente da episodi di dissesto puntuale, che i tecnici continuano a tenere sotto stretta osservazione.

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