Allerta rossa nel Subappennino Dauno, maltempo in Puglia per almeno 30 ore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Puglia si prepara a fronteggiare una nuova, intensa ondata di maltempo che, secondo le proiezioni dei modelli meteorologici e i conseguenti aggiornamenti della Protezione civile regionale, determinerà una situazione di criticità idrogeologica senza precedenti per la giornata di giovedì 2 aprile, con effetti che si protrarranno per un arco temporale significativo. A partire dalle ore 14 di oggi, 1° aprile, è scattato un allarme diffuso su tutto il territorio regionale, ma è nel Subappennino Dauno, zona identificata con la sigla Puglia H, che il livello di attenzione tocca il massimo grado: qui vige un’allerta rossa per rischio idrogeologico, un livello di allarme che impone la massima attenzione da parte dei sindaci e dei centri operativi comunali.

La decisione della Sezione Protezione civile, diramata attraverso il bollettino ufficiale, fa seguito a una fase di peggioramento già in atto nel corso della giornata di lunedì 1 aprile, quando i primi rovesci avevano iniziato a interessare l’intero arco adriatico. Le previsioni per le prossime 24 ore, infatti, non accennano a una tregua: sono attesi temporali persistenti, concentrati in particolare sui settori orientali della Puglia settentrionale, accompagnati da rovesci di forte intensità, locali grandinate, frequenti fulmini e raffiche di vento che, nei tratti costieri e nelle aree pianeggianti, potranno raggiungere i 15-16 metri al secondo.

Piogge intense e vento forte, il quadro meteo per la giornata di giovedì

L’analisi dei dati meteo, che descrivono un contesto caratterizzato da un’elevata umidità (fino al 93%) e temperature decisamente basse per il periodo (oscillanti tra i 9 e i 12 gradi), conferma la natura particolarmente aggressiva di questo fronte perturbato. I venti, provenienti dai quadranti nord-orientali e settentrionali, soffieranno con intensità tale da giustificare l’allerta gialla diffusa su tutto il territorio regionale per il rischio raffiche. L’elemento di maggiore preoccupazione, tuttavia, rimane l’acqua: l’accumulo previsto in poco tempo potrebbe mettere in seria difficoltà i sistemi di drenaggio urbano e, soprattutto, i corsi d’acqua minori che solcano il Tavoliere e il basso Fortore.

Per quanto riguarda il rischio idraulico, che interessa la piena dei fiumi e dei canali, l’allerta rossa per la giornata odierna è stata estesa anche alla zona Puglia B (Tavoliere e bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle) e alla zona Puglia I (Basso Fortore). Si tratta di aree storicamente vulnerabili alle esondazioni, dove la conformazione pianeggiante favorisce il ristagno delle acque. In queste zone, così come per il Subappennino, la Protezione civile ha raccomandato ai sindaci l’attivazione dei centri operativi comunali e la predisposizione di tutte le misure necessarie per la messa in sicurezza della popolazione.

Il monitoraggio sul territorio e la situazione specifica della Murgia

L’attenzione, però, non si concentra esclusivamente sulla Daunia. L’allerta arancione per rischio idrogeologico, sebbene di grado inferiore rispetto al massimo livello, copre gran parte del resto della regione, imponendo comunque uno stato di preallarme operativo. La Protezione civile regionale ha attivato il monitoraggio capillare del territorio, con particolare riferimento alle zone più esposte a frane e smottamenti. Un esempio concreto di questa sorveglianza è rappresentato dal Comune di Altamura, rientrante nella zona Puglia F (Puglia Centrale Bradanica). Sebbene non rientri nella zona rossa, il bollettino ufficiale conferma per questo territorio murgiano un livello di criticità arancione, che richiede un costante presidio del territorio da parte delle squadre comunali per prevenire eventuali disagi legati all’instabilità idrogeologica.

L’estensione dell’allerta arancione su gran parte del territorio, valida per le successive 30 ore a partire dalle 14 del 1° aprile, sottolinea la durata eccezionale di questo evento meteorologico. Non si tratta, quindi, di un temporale isolato, ma di un sistema perturbato che stazionerà sulla regione, scaricando al suolo una quantità d’acqua consistente. I tecnici della Protezione civile sottolineano la necessità di prestare particolare attenzione ai livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori, la cui risalita potrebbe essere rapida e improvvisa in caso di persistenza dei rovesci di forte intensità previsti sui settori orientali della regione.

Un quadro di criticità diffusa tra coste e zone interne

Se da un lato il Subappennino Dauno rappresenta il fulcro dell’emergenza per il rischio frane e smottamenti, il comparto costiero non è esente da pericoli. Le forti raffiche di vento, con velocità significative registrate lungo i tratti costieri di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto, determineranno un probabile stato di agitazione marina, con possibili mareggiate che potrebbero interessare le infrastrutture vicine al litorale. Le previsioni per la giornata di giovedì 2 aprile indicano una prosecuzione senza soluzione di continuità delle condizioni di maltempo, con piogge diffuse e persistenti che manterranno alto il livello di guardia su tutta la regione.

La combinazione tra l’elevata umidità, le temperature contenute e l’intensità dei venti settentrionali crea un quadro meteorologico complesso, tipico di una fase di transizione particolarmente turbolenta. La Protezione civile, attraverso i propri canali, ha ribadito la validità del messaggio di allerta per rischio idrogeologico e idraulico, invitando la popolazione a evitare gli spostamenti non necessari, soprattutto nelle zone gialle e arancioni, e a prestare la massima cautela nei confronti dei bollettini in continuo aggiornamento. La situazione rimarrà sotto stretta osservazione per tutta la durata dell’evento, con il monitoraggio delle infrastrutture viarie e dei corsi d’acqua destinato a proseguire anche nelle ore notturne.

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