Perché non basta “accedere” a un videogioco per sentirlo nostro
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La distribuzione dei videogiochi sta attraversando una profonda trasformazione. Il tradizionale modello fondato sul possesso di un supporto materiale lascia progressivamente spazio a un ecosistema basato su download digitali, servizi in abbonamento e piattaforme online. Questo mutamento non modifica soltanto le modalità di acquisto e distribuzione, ma ridefinisce il legame che le persone costruiscono con le opere digitali: il modo in cui vi accedono, il significato attribuito al loro possesso e il ruolo che queste assumono nella costruzione della propria storia personale. (Agenda Digitale)
Se ne è parlato anche su altri giornali
Secondo Alanah Pearce, ex dipendente di Santa Monica Studio ed ex giornalista di IGN, la società avrebbe previsto fin dall'inizio l'entità del malcontento e avrebbe imposto ai propri dipendenti restrizioni particolarmente severe sulla comunicazione pubblica e sui social media. (Multiplayer)
Giochi fisici irrilevanti per il futuro di GameStop. È questa, in estrema sintesi, la posizione espressa dal CEO Ryan Cohen, secondo il quale la progressiva scomparsa di dischi e cartucce non rappresenterebbe un vero problema per il modello di business dell’azienda. (cyberludus.com)
C'è una certa ironia nel fatto che migliaia di videogiocatori si siano riversati sui social network per protestare contro la decisione di Sony di abbandonare i dischi fisici entro il 2028, mentre le statistiche di settore raccontano una storia completamente diversa: quella di un pubblico che da anni ha scelto autonomamente e in massa il formato digitale. (tomshw.it)

Il dibattito sull’abbandono dei giochi fisici da parte di PlayStation continua, ma i dati di vendita raccontano una realtà diversa. Il dato arriva mentre proseguono le discussioni sulla decisione di Sony di interrompere il supporto ai dischi a partire dal 2028. (Techprincess)
La discussione sulla possibile fine del formato fisico in casa PlayStation continua ad accendere gli animi, ma nelle ultime ore la protesta di una parte della community ha preso una piega inaspettata. A finire nel mirino, infatti, non è soltanto Sony, ma anche diversi sviluppatori indipendenti, che si stanno ritrovando sommersi da commenti negativi sotto post dedicati ai propri giochi. (Gametimers)
L’annuncio ha riacceso il dibattito sul futuro dei supporti fisici, riportando al centro dell’attenzione le preoccupazioni di giocatori e collezionisti. (Uagna)




