Aumento dei prezzi nei servizi di ristorazione autostradale
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Redazione Economia
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Inizia l'estate e con essa l'esodo di vacanzieri. Tra i preparativi per il viaggio, un aspetto da non sottovalutare è la scelta dei pasti. Che si tratti di un cestino 'fai da te' o di una sosta in autogrill o al bar in aeroporto e stazione, è importante pensare bene a cosa mangiare.
Il costo del cibo in autostrada
Secondo un'indagine condotta da Altroconsumo in 22 aree di servizio tra Milano, Napoli, Roma e Venezia, consumare un pranzo veloce o una colazione in autostrada costa circa il 70% in più rispetto al bar sotto casa. Ad esempio, un panino costa circa 7 euro, una bottiglia d'acqua 3 euro, un cappuccino 1,84 euro e un caffè normale 1,35 euro. Se si aggiunge una brioche, il prezzo parte da 1,72 euro al pezzo.
L'importanza della pianificazione
Prepararsi per tempo con il necessario per affrontare il viaggio può essere una buona strategia, anche nell'ottica degli eventuali spuntini previsti lungo il percorso. La scelta del cibo può dipendere da vari fattori, tra cui le preferenze alimentari individuali, la disponibilità di tempo e di risorse, la durata del viaggio e, in caso di lunghe trasferte, l'impossibilità di mantenere ben refrigerati alimenti eventualmente deperibili.
Il caro-vacanze inizia prima della partenza
L'ormai classico 'caro-vacanze' quest'anno comincia ancora prima di esserci arrivati, in vacanza. Un'indagine effettuata da Altroconsumo in 22 aree di servizio autostradali tra Milano, Napoli, Roma e Venezia evidenzia che la pausa pranzo effettuata in questi locali può rivelarsi piuttosto salata. Le famiglie chiamate a raccolta, le valigie, un controllo veloce all’olio e alle gomme della macchina e poi via, verso altri lidi. Ma quest’anno rifocillarsi – come ormai da un po’ di tempo – costerà caro al portafogli degli italiani.




