Sciopero generale del 22 settembre, il paese si ferma per protesta

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con un avviso protocollato il 17 settembre, ha ufficialmente recepito la comunicazione di sciopero per l’intera giornata di lunedì 22 settembre 2025. L’astensione dal lavoro, che si preannuncia di carattere generale, è stata proclamata da un fronte sindacale composito – che include Unione Sindacale di Base (USB), Confederazione Unitaria di Base (CUB), Sindacato Generale di Base (SGB) e ADL Varese – e interesserà tutto il territorio nazionale, coinvolgendo senza distinzione i settori pubblico e privato.

Le adesioni, secondo quanto dichiarato dai promotori, potrebbero raggiungere numeri elevatissimi, con milioni di lavoratori pronti a incrociare le braccia in una mobilitazione senza precedenti recenti. Quel che è certo è che l’impatto sulla quotidianità sarà significativo, poiché lo sciopero investirà simultaneamente trasporti pubblici, porti, istituzioni scolastiche e universitarie, senza tralasciare gli uffici e il vasto mondo della produzione industriale.

Le ragioni della protesta, come è noto, affondano le proprie radici nel conflitto mediorientale; l’obiettivo primario, infatti, è quello di “rompere con lo stato terrorista di Israele” e di fermare quella che viene definita una “corsa al riarmo”, in solidarietà con la popolazione di Gaza. La protesta, partita simbolicamente dagli scali marittimi – i cui addetti per primi si sono rifiutati di movimentare materiale bellico – si è ormai estesa a macchia d’olio, trasformandosi in un movimento di contestazione ampio e trasversale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.