Al G7 di Evian, la confessione a sorpresa di Meloni: «Ho smesso di fumare, avete bucato la notizia»
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Redazione Esteri
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Non è stato il consueto scambio di vedute sui grandi dossier internazionali, né la tensione palpabile per le crisi in Medio Oriente o in Ucraina, a monopolizzare l'attenzione dei media nel giorno di chiusura del vertice del G7, bensì una leggerezza, un siparietto che ha avuto il sapore di una confessione privata resa pubblica dal circuito delle telecamere.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scelto le parole e il tono dell'ironia per annunciare ai cronisti riuniti in conferenza stampa quella che, a tutti gli effetti, appare come una sua personale rivoluzione: l'addio alle sigarette, un vizio che l'aveva accompagnata per anni e che era persino diventato oggetto di dibattito e di battute con altri capi di Stato e di governo.
«Vabbè, ragazzi, però qui abbiamo fatto notizia per il fatto che abbiamo smesso di fumare, per il fatto che indossavamo una cravatta, per il fatto che a un certo punto ho messo una mano su un fianco così…», ha esordito la premier con i giornalisti, riferendosi evidentemente alla miriade di dettagli, spesso minimi, che i media avevano estrapolato dai video del vertice nei giorni precedenti.
E poi, con un tono che mescolava il rimprovero bonario a una certa soddisfazione personale, ha aggiunto: «Sì, ho anche smesso di fumare diverso tempo fa, non ve ne siete accorti in tempo e quindi avete bucato la notizia, come si dice dalle mie parti». Una dichiarazione che ha subito acceso i riflettori su un aspetto inedito della leader di Fratelli d'Italia, svelando un cambiamento nelle sue abitudini che, a quanto pare, era già stato oggetto di conversazione informale tra i leader mondiali presenti a Evian-les-Bains.
Il retroscena tra capi di Stato: la battuta con Merz e il «fighter» dalla cravatta
A dare man forte alla rivelazione della premier sono stati i retroscena filtrati dal backstage del summit, dove Meloni si era lasciata andare a un momento di schiettezza con i suoi omologhi. Durante un'interazione informale, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, notando il look della presidente italiana, che indossava un completo con cravatta, l'aveva scherzosamente apostrofata, ricevendo in risposta un ironico «you can consider me a fighter».
Una battuta che aveva strappato sorrisi e che era stata subito raccolta dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, il quale aveva aggiunto: «Not just a lady». Ma è stato nel prosieguo di quella conversazione, mentre i leader attendevano l'arrivo di Emmanuel Macron e Donald Trump, che è emersa la notizia più succosa. Alla domanda di Merz, che gli chiedeva se avesse già fumato la sua sigaretta mattutina, Meloni ha risposto con un secco «No, ho smesso», rivelando di aver intrapreso questo percorso da circa un mese.
La confessione, captata dai microfoni aperti, ha scatenato una serie di reazioni a catena: Ursula von der Leyen si è complimentata per la scelta, la premier giapponese Sanae Takaichi ha ammesso di aver smesso da poco anche lei, scherzando con Meloni sul fatto che si erano «fumate le ultime insieme in Giappone», mentre il primo ministro canadese Mark Carney ha chiesto, con una punta di umorismo, se la collega italiana stesse usando il cerotto alla nicotina.
Una scelta di vita oltre le pratiche religiose e gli «aiuti celesti»
Se per molti il gesto di rinunciare al fumo potrebbe apparire come un semplice proposito di buona salute, nel caso di Giorgia Meloni assume contorni che vanno al di là della mera astensione da un vizio. È noto, infatti, come la premier sia solita dedicarsi a particolari pratiche di rinuncia durante il mese di maggio, dedicato alla Madonna, astenendosi dall'alcol e da altre piccole indulgenze, ma in questo caso si tratterebbe di una decisione più profonda, di una scelta di vita che ambisce a essere duratura e non limitata a un periodo specifico dell'anno.
D'altronde, la stessa Meloni non aveva mai nascosto le sue difficoltà con il fumo, un'abitudine che aveva persino raccontato in un suo libro, dove ammetteva di essere riuscita a smettere per tredici anni prima di ricadere nella dipendenza, e che in passato aveva definito un'impresa quasi impossibile, come quando scherzò con il presidente turco Erdogan, dicendo che smettere l'avrebbe spinta a «uccidere qualcuno».
Questa volta, invece, l'atteggiamento sembra diverso, più determinato, come se quella sigaretta, tolta di mezzo, rappresentasse un ulteriore passo verso un'immagine di sé più disciplinata e controllata, che si sposa con la retorica del «fighter» e della combattente che lei stessa ha voluto evocare.
La conferma in conferenza stampa e la stoccata ai cronisti
La circostanza ufficiale per mettere un punto definitivo alla questione è stata la conferenza stampa conclusiva, dove Meloni non ha eluso l'argomento, anzi, lo ha utilizzato per prendere bonariamente in giro i cronisti presenti, accusandoli di aver «bucato» la notizia principale, ovvero la sua astensione dal fumo. Un modo, questo, per sdrammatizzare e per ribadire con leggerezza un cambiamento che, a giudicare dai fatti, è già realtà da qualche settimana.
La premier ha infatti precisato di aver smesso da tempo, e le fonti vicine al vertice parlano di una data precisa, il primo maggio, come momento di svolta, anche se lei stessa non ha voluto scendere in dettagli specifici sul giorno esatto in cui ha spento l'ultima sigaretta. Quello che conta, per la narrazione politica e personale di Meloni, è aver trasformato un momento di convivialità internazionale in un aneddoto che la ritrae come una persona capace di tenacia e autocontrollo, qualità che, nel suo immaginario, ben si addicono a chi siede al tavolo dei grandi della Terra.
La vicenda, al di là della cronaca leggera, offre uno spaccato dei retroscena informali del G7, dove tra un accordo sull'Iran e una cena a Versailles, i leader si concedono momenti di umanità che, seppur captati per caso, contribuiscono a restituire un'immagine meno algida del potere e delle sue dinamiche.




