Trump indagato per minacce contro Liz Cheney
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Redazione Esteri
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In un clima politico già teso e infuocato, l'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si trova nuovamente al centro di una bufera giudiziaria. Durante un comizio elettorale a Glendale, in Arizona, Trump ha pronunciato parole che hanno scatenato un'indagine da parte del Dipartimento di Giustizia dello Stato. L'ex presidente, intervistato da Tucker Carlson, ha evocato un'immaginaria scena di Liz Cheney, ex deputata repubblicana e sua acerrima rivale, con un fucile puntato in faccia, quasi come se fosse un plotone d'esecuzione. Questa dichiarazione ha suscitato immediatamente reazioni forti, portando la procuratrice generale dell'Arizona, Kristin Mayes, a intervenire.
Liz Cheney, figlia dell'ex vicepresidente Dick Cheney, è diventata una delle critiche più feroci di Trump all'interno del Partito Repubblicano. Le sue posizioni, spesso in contrasto con quelle dell'ex presidente, l'hanno resa bersaglio di attacchi verbali e politici. Tuttavia, le parole di Trump, che ha auspicato di vedere un fucile puntato contro di lei, hanno superato il limite della retorica politica, sfociando in quella che molti considerano una vera e propria minaccia di morte.
L'indagine aperta dalla procuratrice Mayes mira a stabilire se le parole di Trump possano essere considerate una minaccia concreta e perseguibile penalmente. Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio di tensioni e scontri all'interno del Partito Repubblicano, dove le divisioni tra i sostenitori di Trump e i suoi oppositori si fanno sempre più profonde. La stessa Cheney ha definito le parole dell'ex presidente come una minaccia, sottolineando la gravità della situazione.
Non è la prima volta che Trump si trova al centro di polemiche per le sue dichiarazioni. In un altro comizio, questa volta in Pennsylvania, ha attaccato duramente i media, affermando che non gli dispiacerebbe se qualcuno sparasse ai giornalisti presenti.




