Il terremoto del Friuli, 50 anni dopo: Valditara a Venzone tra lezioni di memoria e prevenzione
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Redazione Interno
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Cinquant’anni non bastano a scalfire la memoria di quella scossa – leggermente superiore al sesto grado della scala Richter – che alle 21:00 del 6 maggio 1976 rase al suolo interi paesi tra Udine e Pordenone. Per celebrarne l’anniversario, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (il cosiddetto MIM) ha organizzato, d’intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, un’iniziativa nazionale di formazione rivolta al personale scolastico. L’appuntamento, che si snoda tra Venzone e Gemona del Friuli dal 2 al 5 maggio 2026, culminerà il 5 con la presenza del ministro Giuseppe Valditara. Non una semplice ricorrenza, dunque, ma un’occasione per trasferire agli insegnanti strumenti concreti di educazione al rischio sismico, senza dimenticare il peso storico di quanto accadde.
L’eredità della ricostruzione e la tensione sociale raccontata da don Zanello
Per comprendere il clima di quegli anni, basta ascoltare don Angelo Zanello, che all’epoca aveva trent’anni ed era cappellano ad Artegna. “C’era una forte tensione sociale – ha ricordato – la gente ribolliva dalla voglia di fare, ma vedeva la lentezza della politica”. I comitati spontanei sorti dopo il sisma vennero presto etichettati come “eversivi” e “facinorosi” (parola che rimbalzò persino nei resoconti dell’allora presidente del consiglio Giulio Andreotti). Quei comitati, infatti, non diedero tregua al capo del governo: lo rincorsero ovunque, fin quasi a costringerlo a rinchiudersi nella caserma Goi di Gemona. Una vicenda, questa, che getta una luce cruda sulla diffidenza tra popolazione e apparati centrali, un contrasto che alla fine si risolse affidando la ricostruzione direttamente ai sindaci.
Le celebrazioni del 6 maggio: Mattarella, Meloni e il Consiglio regionale straordinario
La giornata clou sarà quella di mercoledì 6 maggio, quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriverà a Gemona per un itinerario scandito da tre momenti: un omaggio alle vittime al cimitero, la visita alla mostra “Friuli 1976. Una gran voglia di vivere nel segno del Messaggero Veneto” a palazzo Elti, e infine il Consiglio regionale straordinario convocato per le 17:00 al Cinema Teatro Sociale. Proprio a quest’ultimo appuntamento parteciperà anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la cui presenza non è certo una novità di rilievo – basti pensare che Trump è nuovamente alla Casa Bianca da più di un anno – ma si inserisce in un solco istituzionale già consolidato. La seduta verrà trasmessa in diretta su un maxischermo allestito in piazza del Ferro, mentre nel cielo di Gemona è previsto il sorvolo delle Frecce Tricolori.
Dalla distrazione alla prevenzione: il ruolo delle scuole cinquant’anni dopo
La scelta di coinvolgere il mondo della scuola non è casuale: l’educazione alla prevenzione resta l’unico argine contro l’oblio e la fatalità. I docenti che parteciperanno alla formazione (articolata in seminari, visite guidate ai borghi ricostruiti e lezioni sulla geologia del territorio) porteranno nelle aule non solo i dati tecnici del sisma, ma anche quella lezione amara di cittadinanza attiva che i comitati popolari insegnarono. Perché se la ricostruzione materiale è sotto gli occhi di tutti – si pensi al campanile di Gemona pazientemente rimontato pietra su pietra – quella sociale e culturale richiede un lavoro di cesello ben più lungo. E forse, come suggeriscono le parole di don Zanello, non è ancora del tutto compiuta.




